Avendo osservato tale giornaliera manovra — io chiesi — al comandante d'un forte distaccamento dell'esercito, che si trovava a Gavardo, una mezza batteria di campagna, tra cui due obici —

Giunta la mezza batteria, la feci collocare all'entrata del porto, alla destra entrando, in una posizione — che costrutta a proposito, non poteva riuscire più idonea —

Erano i pezzi perfettamente collocati alla sponda del lago — e coperti da piante, che li nascondevano intieramente guardando di fuori — ma che li lasciavano liberi di far fuoco sul lago in qualunque direzione —

Sulla sinistra, entrando nel porto, avevo mandato i bersaglieri Genovesi, col Capitano Paggi, ad imboscarsi tra piante situate da quella parte —

Il vapore giunse nel porto, al solito — vogando indietro — e venne a portata da bersaglieri, che cominciarono a fucilarlo colle loro carabine di precisione —

Il fuoco dei bersaglieri fece sì, che il vapore si allontanasse da loro, e si avvicinasse alla parte opposta, ove si trovava la mezza batteria imboscata — Ai pochi tiri di cotesti bravi artiglieri — si manifestò il fuoco a bordo del vapore — che non fu più possibile di estinguersi — Esso tentò di guadagnare — a tutta velocità, — la sponda opposta del lago — ma non vi riuscì — e si sommerse a poca distanza da quella — Duolmi non ricordare il nome, del bravo ufficiale d'artiglieria, che diresse quei pezzi —

E qui mi è caro: inviare una parola d'encomio alla nostra artiglieria Italiana — certo non seconda a nessuna nel mondo!

Il generale Cialdini — ai di cui ordini — ero stato posto dal re — mi ordinò di marciare in Valtellina colla brigata — Io anticipai il collonnello Medici a quella volta — che riunì tutti i distaccamenti nostri, che si trovavano a portata di quella valle — e spinse gli Austriaci verso lo Stelvio —

Seguitai colla brigata in Valtellina — traversando il lago di Como — da Lecco a Colico coi vapori — Occupammo la valle sino a Bormio — da dove Medici, spingendosi verso lo Stelvio, obligò i nemici a sgombrare il territorio Lombardo —

I nostri giovani cacciatori delle Alpi — condotti da Medici, Bixio, Sacchi ecc. — diedero nuove prove di valore e di costanza in tale nuovo genere di guerra, tra le gole, e ruppi delle Alpi — coperte da neve eterna — ed ove i nemici avevan la pratica dei luoghi — ed erano acclimati — essendo quasi tutti Tirolesi.