Erimo dunque padroni della Valtellina — ed il generale Cialdini, occupava colla quarta divisione dell'esercito — la Val Camonica, Val Trompia — sino al lago di Garda —

Il colonnello Brignone della stessa divisione occupava Val Camonica —

Non credo fuori di proposito — dire, qui, una parola sul destino di questa quarta divisione — senza dubbio, una delle migliori dell'esercito Italiano — comandata da ufficiali distintissimi —

¿Fu essa, staccata dal nostro esercito — perchè realmente si temeva la comparsa d'un grande corpo Austriaco da quella parte del Tirolo? O fu per diminuire il nostro esercito — e farle fare una men bella figura — nella battaglia decisiva che indispensabilmente doveva darsi sul Mincio? O fu per custodire il corpo cacciatori delle Alpi, che ingrossava spaventosamente in quei giorni — e toglierli quell'Indipendenza — che sembrava non dispiacere del re — ma che non piaceva a certa gente alto locata?

A quel volpone di Bonaparte, credo non fosse estranea la prima ipotesi — e fu un mero pretesto lo allontanare la divisione suddetta dall'esercito — e privarlo così d'un capo valoroso — e d'una eccellente divisione —

Poi, i cacciatori delle Alpi — che da mille otto cento uomini, a cui eran stati ridotti dopo l'affare dei Treponti — s'eran aumentati — quasi per incanto — in poco più d'un mese a circa dodici milla — e crescevano ogni giorno — non mancavano di dar ombra alla gente a coda di paglia — che, nonostante aver predicato: a nulla servire i volontari — questi avevan la debolezza di incutere spavento a tale gente —

Quella gente stracarica di colpe — à paura di noi — e ne ha ben donde — Ci chiama rivoluzionari — e ci onora — non rinunciando noi, all'onorevole titolo — finchè vi sia canaglia sulla terra — che per gozzovigliare nelle lussurie — mantengono la parte migliore delle nazioni nel servaggio, e nella miseria — Cotesto stolto modo di procedere — poteva aver origini dallo spirito tortuoso del terzo Napoleone — e riflettersi nell'anima del re — e de' piccini suoi cortiggiani — Il fatto sta: che la battaglia di S. Martino ebbe luogo — e l'esercito Italiano composto di cinque divisioni in tutto — mancò della quarta — che poteva: dar un brillante colpo di mano ai nostri — ed agevolare l'ardua battaglia ch'essi ebbero a sostenere —

La paura di corpi Austriaci, scendendo dal Tirolo — finta, o reale — mi fu manifesta, sino dal mio arrivo a Lecco — ov'io trovai un distaccamento del genio Francese, con un'ufficiale superiore, occupati a minare la strada maestra che da Lecco conduce in Valtellina —

È vero: che tale ufficiale aveva ordine d'intendersi con me sul da farsi — ed io nessuna notizia avendo di corpi nemici avanzandosi da quella parte — lo pregai di desistere nell'opera sua di distruzione —

Io credo: il generale Cialdini, aveva ordini, emanati — senza dubbio — dalla stessa sorgente — di distruggere nelle valli superiori, strade e ponti — e tali ordini furono trasmessi al Collonnello Brignone, che occupava Val Camonica ed a me in Valtellina.