In Piemonte al principio del 1859 — mi tenevano come una bandiera per chiamare i volontari — i volontari accorrevano — ma da 18 a 26 anni eran destinati ai corpi di linea — I troppo giovani i troppo vecchi — ed i difettosi, erano destinati a me — a cui s'imponeva di non comparire in publico — per non spaventare la diplomazia (si diceva:) —
Una volta poi sui campi di battaglia, ove avrei potuto fare qualche cosa — mi si negavano quei volontari — ch'erano accorsi alla mia chiamata —
A Firenze non mi fu difficile capire: che avevo da fare cogli stessi uomini — e si cominciò a parlarmi della possibilità dell'accettazione del generale Fanti al comando supremo, con cui avean creduto di lusingarmi — Poverissimi furbi!
Avrei dovuto forse accettar nulla — e tornarmene alla vita privata — ma, come dissi prima: il paese era minacciato — E poi? Avevo io per costume di chiedere alcuna cosa trattandosi d'una causa sì bella! Accettai dunque il comando della divisione Toscana. Il buon popolo di Firenze, mi acclamò, mentre io entravo in palazzo vecchio — ed i governanti, com'era naturale, gradivano poco tali acclamazioni — e mi chiesero di calmare il popolo — e partire al più presto per Modena — ove si trovava il quartier generale della divisione —
A Modena vidi Farini — egli m'accolse assai bene — e mise ai miei ordini le forze organizzate di Modena e Parma —
Farini, uomo d'intelligenza superiore — assai scaltro — Egli, come tutti i governanti dell'Italia centrale, era molto ben seduto sul seggio dittattoriale di quelle belle provincie — ed un'uomo popolare accanto a lui, non lo garbava molto — Ricasoli da principio sembrommi più franco di Farini — non così astuto — ma sventuratamente collo stesso senso repulsivo verso di me — che si copriva colla mia troppa temerità ecc.
Cipriani poi, governatore di Bologna — era un Napoleonico sfegatato — e come tale, poca lega con me poteva fare —
Con quest'ultimo quindi, una franca antipatia reciproca fu manifestata, sino dal principio del mio arrivo nell'Italia centrale — e non v'era pericolo ch'egli trattasse di pormi al comando delle truppe delle Romagne ch'egli governava — La mia chiamata da parte di quei signori — era stato dunque stimolata da quella poca popolarità di cui godevo — e di cui essi volevan servirsi per popolarizzare essi stessi — Non altro, e presto ne vedremo le prove —
Farini..... così per celia — era espressione sua — un giorno scrivendo a Fanti, le aveva proposto il comando delle truppe dell'Italia centrale — Fanti con quella sua propria pacatezza — non aveva accettatto risolutamente — ma faceva sperare: che accetterebbe, una volta regolata la sua posizione col governo Sardo —
Il fatto sta: che la mia presenza nel centro — era accettattissima dalle popolazioni e dall'esercito — e quanto più tale sentimento era manifesto — tanto più diventava insopportabile ai governanti — quindi questi animosi a sollecitare l'arrivo del generale Fanti — che collocato militarmente come mio superiore — poteva solo frenare l'ardore mio di far bene — e tranquillare i nuovi regnanti — come gli antichi gelosissimi dell'aure popolari —