Rosolino Pilo, in una scaramuccia, con i borbonici, mentre i Mille facevano alcune fucilate nelle vicinanze di Renne, fu colpito da piombo nemico — mentre si accingeva a scrivermi, dalle alture di S. Martino — e stramazzò cadavere —
Italia, perdeva uno de' più prodi di quella brillante schiera — che col nobile contegno — fa obliare — o sentir meno le sue umiliazioni, e le sue miserie —
Corrao men fortunato di Rosolino — dopo d'aver pugnato valorosamente, in ogni combattimento del 60 — morì di piombo Italiano per gare individuali —
Sicilia — non dimenticherà certamente quei due eroïci suoi figli — veri precursori dei Mille —
3º periodo, 1860.
CAPITOLO VII. Continua da Calatafimi a Palermo.
Dopo d'aver passato due giorni a Renne — con forti piogge — senza ricoveri — e poca legna — per cui fummo obligati, bruciare anche i pali da telegrafo — scesimo sino al villagio di Pioppo — sopra Monreale; ma non era quella, posizione conveniente, per la pochezza delle nostre forze —
Verso il 21 — una ricognizione del nemico — ove vi furono poche fucilate — mi fece determinare di ripigliar posizioni più forti — al dissopra dell'incrocicchio delle strade che confluiscono a Renne — tenendo così, libere le comunicazioni, per la via di Partinico che avevamo percorso — e per S. Giuseppe più ad Ostro —
La posizione suddetta era conveniente, come punto tattico — ed avressimo potuto ricevervi il nemico con vantaggio — Ma la strada, che da Palermo va a Corleone — mi sembrò più conveniente — a noi — sotto la doppia considerazione: di presentarci un teatro d'operazioni più vasto assai — e per metterci a contatto colle bande più numerose — che trovavansi dalla parte di Misilmeri, Mezzojuso e Corleone — ove mandato Lamasa per riunirle —
Mi decisi dunque, di traversare di notte — dallo stradale che occupavamo, a Parco, che si trova su quello di Corleone a Palermo.