Fu ben malizioso, e non veritiero, colui che trattò di facili vittorie, quelle del 60 — vinte dai liberi Italiani sulle truppe borboniche — Io, ho vedute alcune pugne nella mia vita — e devo confessare: che le battaglie di Calatafimi, Palermo, Melazzo e Volturno — fanno onore ai militi, e soldati che vi presero parte —

Quando su cinque o sei milla uomini nostri, che pugnarono a Melazzo, circa mille furon posti fuori di combattimento — ciò prova: che non fu tanto facile la vittoria —

Il generale Medici, come abbiam detto, era marciato per la costa settentrionale della Sicilia, verso lo stretto di Messina — colla sua divisione; ed il generale borbonico Bosco, con uno scelto corpo delle tre armi — superiore al nostro in numero — intercettava la strada principale che mette a Messina — apogiandosi alla fortezza e città di Melazzo — Già alcuni piccoli scontri erano accaduti tra un corpo e l'altro — ed i nostri vi si eran condotti colla solita bravura — avendo da fare coi cacciatori di Bosco, bella truppa, ed armata d'eccellenti carabine —

Giunti i due milla uomini di Corte — ed imminente l'arrivo del corpo di Cosenz — si decise d'attaccare il nemico —

L'alba del 20 Luglio trovò i figli della libertà Italiana, impegnati coi borbonici, ad ostro di Melazzo, ed impegnati in modo, molto favorevole ai mercenari — per le forti loro posizioni —

Praticissimi del terreno, i nemici, aveano con molta sagacia, profitato di qualunque naturale, od artificiale ostacolo di quella campagna —

La loro destra, scaglionata davanti alla formidabile fortezza di Melazzo — n'era protetta dalle sue grosse artiglierie — ed aveva la fronte coperta da varie linee di fichi d'India — trincee non indifferenti — da dietro alle quali i cacciatori di Bosco — colle loro buone carabine potevano fulminare i male armati nostri militi —

Il centro colle sue rispettive riserve, sullo stradale che conduce in Melazzo — seguendo il littorale — avea la fronte coperta da un muro di cinta fortissimo — a cui s'eran praticate molte feritoje — Lo stesso muro poi, era coperto da foltissimo cannetto — che ne rendeva l'assalto di fronte impraticabile — Dimodocchè il nemico ben riparato, con armi buone — osservava, e fucilava i nostri poveri militi, fallacemente coperti dai suaccennati cannetti —

La loro sinistra, in possesso d'una linea di case, a levante di Melazzo, formava martello — e quindi fiancheggiava con fuoco micidiale chi assaltava il centro — l'ignoranza del terreno su cui si pugnava, fu la causa principale di perdite considerevoli per parte nostra — e molte cariche che si fecero sul centro nemico, potevano risparmiarsi —

La mia prima idea d'attacco — era stata di assaltare il nemico, prima di giorno, rompendone il centro con una forte collonna in massa — coll'oggetto di dividerlo, separar la sua sinistra — farla prigioniera se possibile — e menomare così la sua superiorità in artiglieria e cavalleria —