Come già dissi: tutte le condizioni della battaglia erano in favore del nemico sino verso il pomeriggio — ed i nostri prodi, non solo, non avevano avanzato un passo — ma avevan perduto terreno — massime sulla nostra sinistra —

«Procura di sostenerti come puoi, dissi io al generale Medici — che comandava nel centro: — io raccolgo alcune frazioni dei nostri, e cercherò di portarmi con esse sul fianco sinistro del nemico»

Tale risoluzione fu la chiave della giornata — Il nemico incalzato di fianco dietro ai suoi ripari, cominciò a piegare — si caricò francamente — e vi si tolse un cannone che ci aveva danneggiato molto tirando a mitraglia di rimbalzo lungo lo stradale —

Una carica della cavalleria, che si trovava di sostegno al pezzo catturato — fu eseguita dai borbonici d'un modo brillante — e ricacciò i nostri un pezzo indietro — dimodocchè io stesso rimasi oltrepassato dai caricanti cavalieri, ed obligato di gettarmi in un fosso laterale alla strada — ove difendermi colla sciabola alla mano —

Tale circostanza durò poco — Il collonnello Missori colla solita sua bravura — mi apparve alla testa dei vari distaccamenti nostri — che antecedentemente avean conquistato il cannone — e mi disimpegnò — e sbarazzò col suo revolver del mio antagonista di cavaleria nemica —

I distaccamenti suddetti erano: la compagnia Bronzetti — e siciliani di nuova formazione — comandati dal prode collonnello Dunne — Non ricordo gli altri —

Rincalzato il nemico da cotesti valorosi — piegò finalmente, e ritirossi precipitosamente verso Melazzo, spinto dall'intiera assalitrice nostra linea —

La vittoria fu completta — Invano le forti artiglierie della piazza proteggevano la ritirata dei borbonici —

I nostri militi disprezzando il grandinare della metraglia, e dei moschetti — assaltarono Melazzo, e prima di notte, erano padroni della città — avevano circondato il forte da tutti i lati — ed innalzato barricate nelle strade esposte ai tiri della fortezza —

Il trionfo di Melazzo fu comprato a ben caro prezzo il numero de' morti e feriti nostri, fu immensamente superiore a quello dei nemici — E qui, è nuovamente il caso di ricordare le armi pessime con cui hanno dovuto combatter sempre — i nostri poveri volontari[100]