Ebbi dunque per campo d'azione, le sponde del lago di Garda — contrariamente alle prime proposte fattami: ove si diceva di lasciarmi la scelta delle operazioni —
Che magnifico orizzonte si presentava all'oriente per noi — Sulle coste Dalmate con trenta milla uomini — v'era proprio da sconvolgere la monarchia Austriaca — quanti elementi simpatici ed amici — trovavamo noi in quella parte dell'Europa Orientale, dalla Grecia all'Ungaria! Tutte popolazioni bellicose, nemiche dell'Austria e della Turchia — e che poca spinta abbisognano per sollevarle contro i loro dominatori — Noi avressimo occupato certamente il nemico, da obligarlo ad inviare un potente esercito contro di noi — diminuire le sue armate dell'occidente e del Settentrione — e se no internarci nel cuore dell'Austria — e gettare il tizzone del risorgimento alle dieci nazionalità — che compongono, quel corpo eterogeneo e mostruoso — Dovendo operare sul lago di Garda, io chiesi di porre sotto il mio comando la flottiglia esistente a Salò, ciocchè facilmente ottenni — Ma, se si osserva il misero stato, in cui si trovava quella flottiglia — si vedrà facilmente, com'essa riuscì di mero imbarazzo — e di non poco fastidio per salvarla dalla flottiglia nemica più numerosa, e molto meglio organizzata. I volontari dovettero fornire la maggiore parte della gente — massime di marini — per equipaggiar la flottiglia, e guarnir il littorale per proteggerla, massime dopo l'infausta giornata di Custoza — e la ritirata dell'esercito nostro —
Un reggimento intero dovette rimanere a Salò col solo intento di dare il servizio di vigilanza in quel porto, ed in tutta la costa contigua — e forti che si eressero man mano, per proteggerlo —
Il generale Avezzana, con un numero adeguato di ufficiali — compresovi un forte distaccamento di volontari marini, venuti da Ancona, Livorno e da altri porti di mare — dovettero pure rimanere in Salò allo stesso oggetto —
La flottiglia Austriaca contava sul lago di Garda otto piroscafi da guerra, armati di 48 cannoni — con equipaggi proporzionati — e forniti d'ogni bisogno — La flottiglia Italiana — al mio arrivo in Salò — non aveva pronta che una sola cannoniera da un cannone — le altre cinque, come la prima, a vapore e collo stesso armamento — una era in terra — inutile — e le altre quattro colle macchine non in ordine — È vero: che si lavorò subito, a metter in istato di muoversi le quattro galleggianti — ma appena verso la fine della guerra, si ebbero in pronto cinque cannoniere, con un cannone da 24 ciascuna, cioè cinque cannoni da 24 — mentre il nemico contava 48 cannoni del calibro da 80 in giù. Si lavorò pure alla costruzione ed armamento di zattere — che avrebbero potuto essere di non poca utilità — ma la mancanza del necessario — e la lentezza del lavoro — fecero sì: che non si pervenne mai, a poterne avere una sola, pronta da trascinarsi sul lago —
4º periodo 1866.
CAPITOLO III. Battaglie, combattimenti.
Chiamati sulla sponda occidentale del lago di Garda, tutt'i reggimenti nostri — ed avendo l'ordine di operare nel Tirolo — io spinsi il 2º reggimento ed il 2º bersaglieri verso il Caffaro, per impadronirsi di quel ponte e della forte posizione di Monte Suello — ciò che fu eseguito con celerità e bravura — cacciandone gli Austriaci in un combattimento glorioso —
L'iniziativa della nostra campagna, cominciava bene, e col resto dei reggimenti disponibili, io mi accingevo a seguir da vicino nel Tirolo, quella prode nostra vanguardia — quando accade la fatale battaglia del 24 Giugno —
Comunicatomi dal generale Lamarmora, l'esito infelice di quella giornata — coll'ordine di coprire Brescia — e di non contare sull'apogio dell'esercito nostro che si ritirava dietro l'Oglio — io richiamai dal Tirolo la vanguardia — e pensai subito ad un concentramento, di quante forze potevo riunire, su Lonato — Punto che soddisfava il triplice obbietivo di coprire Brescia, Salò, e che poteva giovare a raccogliere alcuni dispersi e materiali dell'esercito — Ciòcche ebbe luogo realmente —