La retta nei grandi alberghi americani, varia dai tre ai cinque dollari il giorno, cioè dalle quindici alle venticinque lire. Ma quando si pensi che in parecchi Stati dell'Unione il minimum dei salari è fissato appunto in tre dollari al giorno, si deve riconoscere che quei prezzi non sono cari. Quando poi si ponga mente alle comodità raffinate ed al vivere lauto cui corrispondono, essi appaiono modicissimi. In New-York, costa tre dollari al giorno, la dimora, il vitto ed il servizio, al Fifth avenue hotel, o Albergo del quinto viale, uno dei più centrali, dei più sontuosi e dei meglio riputati della città. Nell'alloggio, è compreso, per lo più il bagno quotidiano. Per tre dollari al giorno, io ho qui una camera stupenda, un gabinetto uso guardaroba, un gabinetto di toeletta ed uno da bagno, dove è sempre copiosissima ad ogni ora l'acqua fredda e la calda. Il letto è congegnato in modo, da tramutarsi durante il giorno in un finto armadio. La cassa dell'intelaiatura dove stanno il saccone e le materassa, sorge girando su cardini e va ad agganciarsi alla spalliera a capo del letto, mostrando sul fondo, una larga specchiera. La camera prende così un aspetto signorile di salotto o di stanza da studio.
Ognuno può fare i suoi pasti all'ora che gli fa comodo. Dalle sette alle nove della mattina è sempre lesta una prima colazione, che comprende a scelta: the, caffè, latte, cioccolatte, carne fredda e verdure in aceto. Dalle undici della mattina alle due pomeridiane è pronto il desinare, che non è dato identico a tutti gli avventori, ma che ognuno può ordinare a piacere purchè si contenga nei limiti di una lista copiosissima, la quale comprende dai cinquanta ai sessanta piatti diversi. A nessuno è fissato il numero dei piatti. Gargantua, potrebbe, volendo, assaggiarli tutti quanti, come potrebbe, quando gli bastasse lo stomaco, desinare alle undici, ridesinare alle dodici, e ridesinare al tocco. Tutto l'ordinamento mangiatorio di quegli alberghi è fondato, come già vedemmo nei Bars, sulla buona fede del pubblico. A me, sull'entrare nelle sale da pranzo, nessuno ha mai domandato nè il nome nè il numero della camera. Entravo e sedevo a mensa, ciò voleva dire che ne avevo acquistato il diritto. Per farla breve, alle quattro è servito un lunch e dalle otto alle dieci di sera una cena, sempre copiosa e lasciata sempre agli avventori la composizione del pasto. Sono però fuori della prestazione normale, le bevande spiritose. Servono in abbondanza e senza aumento di spesa il the ed il caffè caldi e freddi, ma chi voglia pasteggiare a vino o birra deve far conto a parte e far bene i conti colla propria borsa. A noi europei quel gran costo delle bevande di cui soliamo accompagnare il cibo, riesce gravissimo. Gli americani per lo più, sono a tavola d'albergo, bevitori d'acqua pura o d'acque minerali, o di decotti. A pranzi d'invito mescono allegramente i vini rarissimi di Francia e di Spagna, o certi nuovi prodotti di California, che già rivaleggiano cogli europei. In famiglia o sono astemii del tutto o temperatissimi bevitori. Virtuoso preludio a viziose intemperanze. Quel posto in Paradiso che si conquistano coll'astinenza dinatoria, lo riperdono la sera ai Bars, od ai Clubs, dove il demonio prende le sue rivincite ad usura.
Ho incontrato negli alberghi delle minori città una curiosa usanza: ad ogni sesso è data una speciale porta d'ingresso. Gentlemen's entrance da una parte e Ladies' entrance dall'altra. E parlo, s'intenda bene, della vera porta d'ingresso all'albergo aperta sulla via, per modo che il cartello spartitore dei sessi lo possano leggere quanti vi passano. A tanto arriva dunque la bigotteria dei costumi americani? Eppure se v'ha paese dove la provvidenza legislativa ed il carabiniere esercitino sui costumi una vigilanza continua e rigorosa, questo è l'Unione americana. Chi non ha inteso parlare della tutela che le leggi americane concedono alla donna? La denuncia che una donna faccia di una violenza patita, si tratti pure di dolci violenze, è ritenuta, quando non vi siano testimonianze in contrario e quando l'accusato non riesca a dimostrare l'alibi, quale prova sufficiente del fatto. Presso di noi, in difetto di prove concomitanti, il solo diniego dell'accusato vale quanto la sola affermazione dell'accusatore, anzi in realtà vale di più perchè essa basta ad escludere il reato che questa vorrebbe stabilire. Per dirla in termini giuridici, noi ammettiamo sempre in favore dell'accusato, la presunzione juris dell'innocenza, mentre in quest'ordine di reati, l'americano ammette la presunzione juris della colpabilità. Ho inteso molti americani dirmi ridendo che in viaggio, l'inquietudine del trovarsi soli in due di sesso diverso, propria in Europa del sesso debole, negli Stati Uniti si riscontra quasi esclusivamente nel sesso forte. Un uomo danaroso, sia egli giovane o vecchio, che si trovi in vagone a tu per tu, con una donna, specie se la donna è bella, o s'incantona, si atteggia a pudibondo riserbo, e tiene gli occhi bassi come farebbe una educanda, o emigra senza più nel vagone accanto anche a costo di starci a disagio. La cosa va intesa alla grossa e bisogna farci la tara, ma in sostanza la famosa flirtation americana, fa i suoi conti sui rigori legislativi e spesse volte un bel sorriso non è che il primo atto di una procedura giudiziaria in via criminale.
I costumi secondano la legge. In nessun'altro paese, la separazione dei due sessi è così coercitiva come negli Stati Uniti d'America. — Vi sono spettacoli dati alle sole donne, vi sono Club esclusivamente femminili, vi sono caffè e trattorie nelle quali le donne sole possono entrare. Se un uomo ci capita per sbaglio o per ignoranza degli usi locali, ne lo sfrattano con garbo, ma inesorabilmente. E non è a credere che ciò avvenga per timore di intemperanze libatorie. New-York e le altre città dell'Unione sono piene di trattorie promiscue ed astemie dalle quali è bandita ogni bevanda fermentata; dove non si pasteggia che acqua e decotti. Questi ristoranti femminili sono dunque veramente androfobi per sistema.
Tali continue e patenti cautele, farebbero sospettare che l'uomo americano sia affetto di un erotismo insanabile ed irrefrenabile al quale convenga nell'interesse pubblico ed in special modo dello stato civile, opporre i rigori della legge e materiali impedimenti. Invece, a giudicarne di quanto segue nelle vie, nelle vetture pubbliche e nei luoghi di promiscuo ritrovo, io sarei indotto ad attribuirgli una pacatezza erotica rassicurante. — In Europa, dal minore villaggio alla maggiore città, quando passa per la strada una donna bella, i più si voltano a guardarla con ammirazione. Non parlo di propositi e di atti indiscreti ed irriverenti, ma di quella briosa compiacenza che prende delle cose belle quel tanto che appartiene all'aria ed alla luce. Questo non vidi mai seguire in New-York, nè in Chicago, dove gagliardissimi giovani, imbattendosi in fior di ragazze, non le degnano di uno sguardo e le oltrepassano senza avvertirne la bellezza. La quale a farlo apposta è tale che non è facile riscontro nei nostri paesi. E non si dica che quelli sono uomini seri ed affaccendati, perchè una occhiata ammirativa non fa perdere tempo e non svia dai pensieri abituali se non le menti corrotte. Anzi quelle facilità di accensione estemporanea, che lampeggia e svanisce, è propria delle genti operose e sane. E non posso nemmeno attribuire quella astinenza a rispetto, perchè l'ammirazione non è cupidigia e mentre il compiacersi della bellezza è un movimento naturale dell'anima, il rifuggirne è spesso indizio di avvedutezza viziosa ed il non ammirarla è ingratitudine. Sebbene la donna americana sia più spregiudicata e senta di sè più fieramente che in generale l'europea, essa non sdegna apparire ed assapora l'omaggio. Rammento che un giorno mentre camminavo in compagnia di un inglese, lungo il quinto viale che è ora il più elegante di tutta New-York, ci passò accanto una di quelle beltà radiose che spandono intorno la primavera. Ai modi ed al vestire si capiva che non era una cercatrice d'avventure e molte persone la salutavano con rispetto. Le donne americane, le giovani, sono più briose delle nostre; più fiorenti di salute, alte e snelle, esse lasciano apparire nell'andare spedito ed in una non so quale giocondità diffusa per tutto il viso e la persona, la contentezza di vivere. Il mio compagno era un uomo corretto e manierosissimo, ma a quel fulgore di bellezza non potè impedire che gli sfuggisse, a mezza voce, piuttosto pensiero vibrante in parole che apostrofe, questa esclamazione:
— Oh how pretty! Oh quanto bella!
La donna, già passata, l'intese, si voltò, e con moto parimenti irriflessivo rispose ridendo:
— Am I? Lo sono io?
E seguitò affrettando la sua strada: nè l'atto insolito, nè le parole invogliarono l'inglese a seguirla tanto il sorriso era stato misurato e la licenza onesta.
Le leggi e le consuetudini corrispondono più spesso a necessità passate che ad attuali. Si capisce che un popolo venuto formandosi alla maniera che tenne l'americano dovette in tempi non remoti essere sfrenato e violentissimo, e si capisce che i suoi reggitori abbiano per contenerlo raccomandato alle leggi la gentilezza dei costumi. Vige ancora in America una specie di galateo coercitivo la cui osservanza è affidata al policeman. Eppure chi ci sia dimorato alcun tempo deve riconoscere che quel popolo è di gran lunga più educato e contegnoso del nostro. Le vistose cautele sono infatti delle città e dei quartieri vecchi e fuori mano. Dove più urge la vita e splende la pulitura moderna, la promiscuità dei sessi, non sembra nè illecita nè pericolosa. Uomini e donne entrano nei modernissimi alberghi americani, per la stessa porta e nessuno cura sapere dove si spartiscano.