—Sì, rispose Vincenzo.
—Tutti? ribattè il curato con accento severo di inquisitore.
Anna si guardò attorno e disse piano al marito:
—E Gian-Paolo?
—È in basso.
—Tutti? tutti? ripeteva il prete corrucciato e minaccioso.
Vincenzo non ebbe core di rispondere.
In quella si levò un grido: Al fuoco, al fuoco!
Già da qualche minuto, ai tre scampati, pareva salisse dal tetto come un alito caldo e soffocante: veniva col vento dall'altro capo della casa, là dove rompevano le onde, strisciava lungo il comignolo, li mordeva in gola, recava alle loro nari l'acredine di un fumo denso che la tenebra rendeva invisibile.
Vincenzo ebbe tosto sospetto del vero, ma non ardiva manifestarlo pauroso quasi di affrettarne colle parole l'evento. Le donne sbigottite [pg!162] non connettevano. A un tratto, la fiamma divampò immensa, rischiarando la scena mortale e centuplicandone l'orrore. Il fienile ardeva. Traversandolo in furia per cercarvi la scala, Anna vi aveva appiccato il fuoco.