—Lo sapeva, ma non conviene trattenersi venite.

Parlava vibrato, con collera mal contenuta ma la mia stanchezza ed il malessere erano troppo dolorosi perchè mi lasciassi sopraffare. Alle sue parole, ai suoi consigli, ai comandi, alle [pg!187] preghiere, rispondevo un no cocciuto e disperato. Volevo scaldarmi al soffio caldo delle vacche e riposare al chiuso; perchè mi torturava a quel modo? A Gressoney ci saremmo giunti il domani, gli avrei pagata una giornata di più, anche a doppio prezzo se lo voleva; e m'incollerivo anch'io e dimenticando gli affettuosi riguardi di poc'anzi, ribattevo sul pagare, era pagato, lo pagavo, doveva servire alle mie voglie, non ero io che dipendeva da lui, ma egli da me; che prepotenza era la sua! Al postutto, facesse a suo piacere, io cercavo della casa e vi entravo ad ogni costo.

—Bene, signore. La casa è a mano destra, a venti passi, conosco il luogo, lasciatevi condurre.

—Non m'ingannate, Lysbak, non me ne allontanate.

Mi afferrò la mano e mi portò sull'uscio:

—Io vi aspetto qui.

—Perchè non entrate?

—Vi aspetto.

—Padrone.

—Entrai solo. Era il solito cascinale pastorizio; dissotto, una lunga stalla; dissopra, due camere da abitare.