—Vuol dire che nessuno prima di voi era entrato là dentro.
—Nessuno.
Il viso del conte, di terreo che era per le lentiggini, s'infiammò di scatto e parve gonfio. Egli girò gli occhi intorno come per chiamarci in testimonio, poi li piantò crudelmente in quelli di sua moglie e disse con lentezza, quasi sillabando:
—Siccome ieri sera la macchia non si vedeva, bisogna dire che qualcheduno stanotte sia entrato in quella sala,... l'anticamera degli appartamenti della signora contessa.
La contessa sorrise sdegnosamente e si levò di tavola; il conte fu di un salto fra lei e l'uscio come per impedirle di uscire. Era imminente qualche violenza che prevedevo orribile.
Senza esitare mi avvicinai al conte e gli dissi:
—Sono stato io!
[pg!254] —Tu? A che ora?
—Tardi, dopo la mezzanotte. La signora contessa mi trattiene la sera a suonare il mandolino.
—Lo so, ma uscendo dalle sue stanze.....