Il mento imberbe, e sopra va rimondando un naso
Piatto e largo. Quel poco di mento che è rimaso
Visibile è sorretto da tre gozzi imperiosi
E potenti, tre gozzi da gigante, tre cosi
Autonomi e fioriti, con il cuoio rigato
Di venaccie rigonfie, e in essi entrando il fiato
Ribolle e raspa. Il mostro mi guardava contento
Dimenando la testa ed il busto con lento
Moto uguale e gracchiando una grassa risata.
Fissava scioccamente la porta spalancata