Per gli uni e per gli altri ho date ovunque indicazioni e preghiere per arrestarli e ricondurli a subire la pena nella Legione, ma senza effetto.

Io non so che altro avria potuto operare per impedire qualsiasi disordine.

Il Comandante la Legione
G. Garibaldi.»

[112]. Dapprima, per verità, volevano mandarlo a Fermo; dopo mutarono in Macerata. L’ordine però gli arrivò per via, quando la Legione era già a Foligno ed egli a Terni; il che prova che Garibaldi era già stato accettato ai servigi del Governo romano fino dai primi di dicembre, e che l’idea di rinviarlo a Fermo od a Macerata non venne a’ governatori di Roma che più tardi.

E di tutto ciò fa testimonianza una lettera di Garibaldi al Ministro della guerra, romano, già pubblicata da Federico Torre nella pregiata sua opera: Storia dell’Intervento francese in Roma nel 1849, vol. I, documento LXIV, pag. 357 (Torino, tip. del Progresso): lettera che vuol essere riprodotta per chiarezza dell’itinerario del Nostro a que’ giorni;

«Terni, 22 dicembre 1343.

Eccellenza,

Domani raggiungerò la colonna a Foligno, da dove mi dirigerò a Rieti, punto che mi sembra molto più conveniente per organizzare il battaglione e ricevere da Roma il vestiario, armamento ed altri oggetti indispensabili. Mi permetto di raccomandare a V. E. il pronto invio del vestiario, e massime dei cappotti e scarpe, trovandosi la gente in uno stato deplorabile.

Onori de’ suoi comandi.

G. Garibaldi.