Il Torre, come è noto, fu nel 1849 ufficiale superiore al Ministero della guerra, e il suo libro, specialmente rispetto alla enumerazione delle forze, merita pienissima fede.
[125]. Carlo Pisacane, Guerra combattuta in Italia negli anni 1848 e 1849, pag. 269-270.
[126]. Torre, op. cit. — Hoffstetter, Garibaldi in Rom, Tagebuch aus Italien 1849. — De Vecchi, Storia di due anni, 1848 e 1849. — Farini, Lo Stato romano, ec. — Guerrazzi, L’assedio di Roma. — Mario, Garibaldi. — Del Vecchio, op. cit.
[127]. E non novantasei, come scrive il Guerrazzi. I Lancieri non furono mai novantasei, e arrivarono soltanto a ottantacinque sul finire dell’assedio.
[128]. Il Bassi era stato restituito nel cambio generale dei prigionieri fatto il 7 maggio. Anche in quel caso però la condotta del Generale francese fu perfida. Il Triumvirato aveva decretato la restituzione totale e gratuita dei prigionieri con tutte le loro armi e bagagli. L’Oudinot, all’apparenza, non tollerò di farsi superare di generosità dal suo nemico; ma in realtà commise una delle sue solite baratterie, restituendo il battaglione Melara (sostenuto proditoriamente a Civitavecchia prima che la guerra cominciasse), ma senza armi.
[129]. Marchetti, dice il Torre, ed altri lo ripetono. Marocchetti, il Sacchi ed il Cenni.
[130]. Vi fu posta una epigrafe, che rammenta la passata di Garibaldi e la battaglia.
[131]. I Volontari e i Bersaglieri lombardi, di Emilio Dandolo.
[132]. Dai Ricordi manoscritti del generale Sacchi.
[133]. Era a sinistra del Casino de’ Quattro-Venti. Giovanni Cadolini, soldato allora della Legione Medici e ferito il 30 giugno, così racconta nelle sue private Memorie, che volle favorirci, l’episodio.