[139]. Anche il Torre (op. cit., pag. 201) dubita della felice riuscita di quella impresa, ed è in dubbio se Garibaldi n’abbia voluto seguire in tutto l’idea, o solo operare una sortita per manomettere i lavori del nemico.

L’Hoffstetter non parla invece di quella generale sortita, e dice solo che il Rosselli doveva raccogliere per Garibaldi cinque o seimila uomini.

Il Baroni (I Lombardi nelle guerre italiane 1848-49, Memorie narrate da Caloandro Baroni, già maggiore ne’ Bersaglieri lombardi, vol. II, pag. 64) scrive che la spedizione di Garibaldi fu ordinata dal Rosselli, ed è probabile che questi, smesso il pensiero della grande, si sia accontentato della piccola.

[140]. Anche la storia della sortita notturna la troviamo narrata in tre modi diversi da tre scrittori ugualmente credibili; e chi voglia persuadersene non ha che a leggere il Torre (op. cit., vol. II, pag. 201), il Baroni (pag. 66-69) e l’Hoffstetter (pag. 181-187). Noi abbiamo preso un po’ dall’uno e dall’altro quel che ci parve più ragionevole e verosimile; ma non stiamo mallevadori che tutto sia per l’appunto avvenuto così, e questo ci riconferma nel pensiero che la storia dell’assedio di Roma abbia bisogno di essere ancora riveduta con lume di critica e rifatta con nuovi e più scelti documenti.

[141]. L’Oudinot si vantò di combats acharnés nella sua Relazione del 22 giugno 1849, inserita nel Moniteur Universel del 29 dello stesso mese.

[142]. L’Hoffstetter anzi parla d’un consiglio di guerra. — Vedi Garibaldi in Rom, Tagebuch, ec., pag. 181.

[143]. Farini, Lo Stato romano, vol. IV, pag.200.

[144]. Generale Vaillant, Relation du Siège de Rome, pag. 129: «Il faut le dire, ce combat d’artillerie qui dura un jour et demi fut soutenu de part et d’autre avec une remarquable vigueur, avec beaucoup de persévérance et de bravoure.»

[145]. Una volta appunto che alcune gentildonne romane erano in visita da lui, una bomba schianta la tenda e seppellisce sotto un monte di terra, gentildonne, Garibaldi e tutto. Un’altra, trovandosi nella batteria del Pino l’Hoffstetter, il Ghilardi e l’Avezzana, un’altra bomba cade tanto vicina al gruppo, che tutti si gettano a terra, e Garibaldi che non s’era mosso dice all’Hoffstetter: «Grazie che vi siete gettato sopra di me;» e se volessimo noverare le volte in cui Garibaldi ebbe la persona coperta dalla polvere e avvolta dai frammenti delle granate nemiche, non finiremmo più.

[146]. Il capitano Casini fu portato all’ambulanza di Villa Pamfili col cranio aperto da dieci colpi di sciabola, la coscia forata da dieci baionettate e il braccio frantumato.