[147]. Tutti raccontano questo discorso in modo diverso.

[148]. Il testo preciso del discorso non fu fino ad ora stampato da alcuno, perchè assai probabilmente non fu da alcuno raccolto. Però ogni biografo se l’è confezionato a suo gusto, senz’altro torto, a dir vero, che di non averlo confessato. Il Vecchi, per esempio, gli mette sulle labbra un lungo discorso alla Tito Livio; il Farini lo fa cruscheggiare; il Mario gli fa scrivere un proclama immortale, che non scrisse mai, e così di seguito ognuno secondo la sua rettorica e il suo capriccio. La sola frase nella quale tutti convengono, e che è viva nella tradizione garibaldina, è: «Vi offro fame, sete, marcie, battaglie e morte,» e questa l’ho serbata fedelmente. Il resto è uno stillato delle varie lezioni fatte da me, giusta il criterio della maggiore verosimiglianza e dello stile dell’uomo.

[149]. Tutti parlano di quattromila uomini; l’Hoffstetter, che era con essi, di duemilacinquecento fanti e quattrocento cavalli. — Così il Sacchi nelle Memorie manoscritte, e ci atteniamo a questa cifra.

[150]. Per tutto ciò che riguarda la ritirata da Roma a San Marino abbiamo seguíto il libro già ricordato (Garibaldi in Rom, Tagebuch aus Italien, 1849, von Gustav von Hoffstetter, damaligem Major in romischen Diensten. Zürich, 1860), il solo fra molti che ci sia apparso, quanto all’itinerario, specialmente ordinato e preciso; e che sia stato trovato tale anche dal generale Sacchi e dal colonnello Cenni, che furono compagni di Garibaldi in quel periodo.

[151]. Quanta fosse la incertezza dei Generali austriaci sulle mosse di Garibaldi, ne sia di testimonio questa lettera del D’Aspre all’Oudinot:

«Firenze, 13 luglio 1849.

»Signor Generale,

»In riscontro alla lettera che mi avete fatto l’onore d’indirizzarmi, mi affretto di comunicarvi che il mio capo di Stato Maggiore ed il signor capitano Falopp han chiesto di comune accordo i siti da occuparsi dai due eserciti rispettivi, ed aggiungo qui un estratto. Suppongo che questa linea avrà la vostra approvazione, e non dubito affatto che in seguito c’intenderemo con la medesima facilità.

»I miei rapporti degli 11, da Perugia, pongono Garibaldi a Todi con seimila uomini, trecento cavalli e tre pezzi d’artiglieria. Le mie truppe occupando Perugia avrebbero potuto avere di già uno scontro.

»Siccome il partigiano o brigante Forbes si è unito a Garibaldi, riesce difficile valutarne con precisione le forze; le proprie lo abbandonano, altre bande gli giungono in rinforzo, e l’Italia centrale non sarà pacificata prima che i partigiani non siano intieramente dispersi, presi o almeno allontanati da questo continente.