»Ho dato su tal proposito degli ordini alle truppe che sono scalonate da qui a Foligno; si trovano nel momento a Perugia quattro battaglioni, uno squadrone e mezzo e sei pezzi d’artiglieria, ed a Foligno due battaglioni e mezzo squadrone, da riunirsi in caso di bisogno.

»Se lo scontro avesse avuto luogo, avrebbe dovuto anche in questo momento esser deciso; credo piuttosto che il progetto annunziato da Garibaldi di penetrare in Toscana era un’astuzia di guerra, e che si getterà piuttosto negli Abruzzi, o cercherà di guadagnar l’Adriatico tra Spoleto, Norcia e Ascoli; quest’ultima città è occupata da un distaccamento austriaco appartenente alla guarnigione d’Ancona.

»Permettetemi, Generale, di felicitarvi riguardo al fatto d’armi da voi gloriosamente condotto a termine, nonostante le difficoltà di ogni sorta che vi si opponevano. Assai sensibile a tutto quel che mi dite di obbligante, spero che le nostre attuali relazioni mi porranno nel caso di verbalmente indirizzarvi le espressioni della mia alta considerazione.

»D’Aspre.

»Al signor generale Oudinot, comandante, ec


Torre, op. cit., vol. II, pag. 308-309.

In altra poi del 31 luglio dello stesso allo stesso, il generale D’Aspre supponeva a Garibaldi l’intenzione di imbarcarsi a Santo Stefano sulle coste della Maremma toscana.

[152]. Alludeva a questo combattimento il Rapporto del Console generale pontificio qui trascritto:

«Livorno, dal Consolato generale pontificio,
li 21 luglio 1849.