[160]. Il 3 giugno.

[161]. Ecco il Rapporto del Delegato di polizia di Ravenna:

«Governo pontificio.

»Direzione generale di Polizia in Ravenna.

»Rinvenimento d’ignoto cadavere.

»Eccellenza Reverendissima,

»Mi reco a premuroso dovere di rassegnare rapporto a Vostra Eccellenza Rev.ma sul rinvenimento d’ignoto cadavere.

»Venerdì scorso, 10 corrente, da alcuni ragazzetti in certe larghe, di proprietà Guiccioli alle Mandriole in distanza di circa un miglio dal porto di Primaro, e di circa undici miglia da Comacchio, fu trovato sporgere da una motta di sabbia una mano umana. Presso la ricevuta notizia andette ieri la Curia in luogo, dove giunta fu osservata la detta mano e parte del corrispondente avambraccio che erano stati divorati da animali e dalla putrefazione. Fatta levare la sabbia che vi era per l’altezza di circa mezzo metro, fu scoperto il cadavere di una femmina, dell’altezza di un metro e due terzi circa, dell’apparente età di trenta a trentacinque anni, alquanto complessa; i capelli già staccati dalla cute, e sparsi fra la sabbia, erano di colore scuro, piuttosto lunghi, così detti alla puritana,

»Fu osservato avere gli occhi sporgenti, e metà della lingua pure sporgente fra i denti, nonchè la trachea rotta ed un segno circolare al collo, segni non equivoci di sofferto strangolamento. Nè alcun’altra lesione fu osservata nella periferia del di lei corpo; fu veduto mancarle due denti molari nella mandibola superiore alla parte sinistra ed altro dente pur molare alla parte destra della mandibola inferiore. Sezionato il cadavere, fu trovato gravido di un feto di circa sei mesi. Era vestita di camicia di cambrick bianco, di sottana simile, di bournous egualmente di cambrick fondo paonazzo fiorato bianco, scalza nelle gambe e nei piedi, senza alcun ornamento alle dita, al collo, alle orecchie tuttochè forate. Li piedi mostravano d’essere di persona piuttosto civile e non di campagna, perchè non callosi nelle piante. La massa delle persone accorse dalle Mandriole di Primaro, di Sant’Alberto ed altri finitimi luoghi non seppero riconoscere il cadavere. Non si è potuto stabilire il colore della carnagione per essere il cadavere in putrefazione, nel qual caso non rappresenta il color naturale. Nè si credette trasportarlo in più pubblico luogo per la ricognizione, atteso il gran fetore, per cui fu subito sotterrato anche per riguardo della pubblica salute.

»Tutto ciò conduce a credere che fosse il cadavere della moglie o donna che seguiva il Garibaldi, sì per le prevenzioni che si avevano del di lei sbarco da quelle parti, sì per lo stato di gravidanza. Fin qui è oscuro come sia giunta quella donna in quei siti, e come sia rimasta vittima. Si stanno però praticando le opportune indagini, delle quali sarà mia premura sottomettere all’E. V. Rev.ma all’opportunità l’analogo risultato.