«L’Italia in questo momento non ha peggior nemico del Cavour.»
[179]. Daniele Manin, ec., op. cit., pag. 172.
[180]. Daniele Manin, ec., op. cit., pag. 533.
[181]. Daniele Manin, ec., op. cit., pag. 312.
[182]. Garibaldi era stato chiamato per mezzo di Giuseppe La Farina coll’intesa che fosse a Torino per la fine di novembre; ma poi avendo il conte di Cavour scritto al La Farina che il Generale poteva aspettare a venire fino alla fine di dicembre, questi non arrivò a Torino che il 20; e il 22 era già di ritorno a Caprera.
Così i particolari di questo viaggio, come i documenti riguardanti il complotto dei Ducati, di cui si parla più sotto, si ritraggono dall’Epistolario di Giuseppe La Farina, vol. II, pag. 82, 83, 84, 91, 92, 97, 98, 99, 110 e 124. Nell’Epistolario stesso si leggono parecchie lettere di Garibaldi non prive d’interesse; due delle quali non possiamo astenerci dal riprodurre:
«A Giuseppe La Farina — Torino.
»Genova, 22 dicembre 1858.
»Carissimo amico,
»Parto oggi alle 9, ed in caso che le circostanze ci precipitino all’azione (ciò che non sarebbe impossibile), mandatemi un vapore. Chiunque de’ possidenti vapori in Genova può dare un vapore per l’oggetto, in caso non si potesse mandare un vapore da guerra.