Valutando i battaglioni austriaci a mille uomini, sarebbero stati cinquemila fanti, centosessanta cavalli, sei pezzi d’artiglieria e una batteria di razzi che il generale Urban aveva a’ suoi comandi. Ma supponendo che n’abbia lasciati una parte a Como, portò sempre contro Garibaldi quattromila uomini.

[194]. Nell’opera più volte citata del maggiore G. Carrano, Garibaldi e i Cacciatori delle Alpi.

[195]. Il generale Urban doveva far partire la colonna aggirante tra Malnate e Belforte. Anche di là non poteva, è vero, andare che per sentieri, ma aveva due terzi meno di cammino, e in un’ora al più poteva essere in linea. Io penso poi che, anche spiegato da quella parte l’attacco, il solo battaglione mandato ad eseguirlo non bastava a snidare dalle forti posizioni Garibaldi, che vi si teneva concentrato con sette od ottocento uomini. A parer mio soltanto con dimostrazioni più forti sul centro e sulla sinistra, combinate con un vero e serio attacco girante da sinistra, e il generale Urban era in forze da tentarlo, la posizione di Varese poteva essere espugnata. Invece non fu neanche seriamente minacciata.

[196]. Ecco il quadro delle sue forze desunto dall’opera citata: Campagne de l’emp. Napoléon III en Italie, pag. 104-105:

Generale Rupprecht.

Generale Augustin.

Generale Schaffgotsche.