»Questa retroguardia non deve lasciare dietro di sè un solo individuo delle colonne ed un solo carro o bagaglio.
»L’artiglieria e munizioni marceranno nel centro.
»I bagagli, i viveri, ec. potranno marciare in testa od in coda delle rispettive colonne.
»Si raccomanda ai comandanti le colonne il buon ordine che col valore dei nostri Volontari deve acquistarci la stima delle popolazioni.
»Monte Rotondo, 2 novembre 1867.
»Il Capo di Stato Maggiore
»N. Fabrizi.
»G. Garibaldi.»
L’ordine di marcia dapprima era fissato per l’alba del 3; se non che il colonnello Menotti, opponendo la necessità di una distribuzione di oggetti di vestiario e specialmente di scarpe, arrivate poco prima, pregava il padre a sospendere la partenza fino alle 11 del giorno stesso.
Garibaldi, pieno di paterna fede nella voce del figlio, si arrese, e quel che gli abbia costato quella condiscendenza l’evento lo dimostrerà. Che cosa era mai il bisogno, fosse pur sentito, di scarpe, davanti alla suprema necessità d’una marcia manovra di quella importanza e natura, gravida di tanti pericoli e di tanti effetti, e fallita la quale, tutto era perduto? Come si poteva posporre il principale all’accessorio? Come intraprendere una marcia, che doveva esser fatta di soppiatto, in pieno mezzogiorno? Basti il dire che alle 11, marciando anche senza scarpe, tutta la colonna sarebbe stata a Tivoli; e che i Pontifici, giungendo in faccia a Mentana, l’avrebbero trovata vuota. Quale scacco per i generali francesi! Quale trionfo per Garibaldi!