[9]. Vedi nella Storia documentata della Diplomazia europea, vol. VIII, pag. 275, le Istruzioni al marchese Pes di Villamarina, ministro plenipotenziario di Sardegna presso la Corte di Napoli, e pag. 280, il Dispaccio confidenziale del Cavour allo stesso colla data del 13 marzo 1860.
[10]. Su queste dimostrazioni vedi La restaurazione borbonica e la rivoluzione del 1860 in Sicilia dal 4 aprile al 18 giugno; Ragguagli storici di Isidoro La Lumia. Palermo, 1860.
Per la parte avuta dai Siciliani del partito d’azione e da Giuseppe Mazzini nell’opera preparatrice della rivoluzione, vedi principalmente Raffaele Villari, Cospirazione e rivolta. Messina, tip. D’Amico, 1861; ed i Cenni biografici e storici dettati da Aurelio Saffi e da lui premessi a proemio del testo al vol. XI degli Scritti editi ed inediti di Giuseppe Mazzini.
[11]. Villari, op. cit., pag. 372.
[12]. Cenni biografici e storici, Proemio di Aurelio Saffi sopra citato, pag. 39. Anche sul viaggio di Crispi in Sicilia e sulla parte da lui avuta ad apparecchiarne la riscossa, vedi nello stesso Proemio molti documenti e particolari; tra gli altri una serie cronologica di Note storiche del Crispi medesimo ed uno scritto anonimo di un Siciliano partecipe al lavoro di quegli anni. In quello scritto si legge fra gli altri particolari che il Crispi pel primo insegnò ai Siciliani a fare le bombe all’Orsini, modellandone egli stesso in creta alcuni campioni.
[13]. Il La Lumia, opera citata, l’attribuisce alla prima cagione; il Crispi nelle sue Note storiche confidate al Saffi, alla seconda.
[14]. Rosolino Pilo, patita una fiera fortuna di mare ed altre peripezie, non potè approdare a Messina che il 9 aprile. Vedi sul viaggio di Pilo, Relazione esatta della spedizione di Rosolino Pilo e Giovanni Corrao avvenuta nel 1860, scritta da Raffaele Motto, pilota della paranza, pubblicata per cura di Francesco Zannoni. Spezia, novembre 1877.
[15]. Fu scritto per delazione d’uno dei frati della Gancia: pura favola. Il processo chiarì che l’involontario delatore fa uno degli operai affigliati alla congiura che la confidò, credendolo fidato, ad un altro operaio, il quale invece altro non era che un arnese occulto della polizia.
[16]. Vita di Nino Bixio, pag. 173 e segg.
[17]. Vedi lettera di Garibaldi in risposta ai Siciliani nel Proemio già citato di Aurelio Saffi, pag. 39 e 46.