La fiaba poi fu smentita, prima da un rapporto del capitano Marryatt, comandante dell’Intrepid; poscia da una esplicita dichiarazione di Lord John Russel, ministro degli esteri di S. M. Britannica, fatta alla Camera dei Comuni nella seduta del 21 maggio 1860:
«Lord John Russel. Il mio onorevole amico mi fece una domanda relativa allo sbarco di Garibaldi ed a due vascelli inglesi, che, secondo alcuni telegrammi, dicono avrebbero protetto lo sbarco di quegli uomini. Ebbene, io ricevetti oggi dall’Ammiragliato il dispaccio telegrafico dell’ufficiale comandante uno di questi vascelli, l’Intrepid. Gli onorevoli signori devono sapere che in Marsala vi sono molte case inglesi, e che da tempo, quando si attendeva un’insurrezione nella Sicilia, e specialmente poi quando corse la voce che Garibaldi vi sarebbe andato, erano spôrte dimande al Ministero degli esteri ed all’ammiraglio Fanshawe, che comanda sul Mediterraneo, di mandare vascelli per proteggere le proprietà inglesi nei luoghi dove si trovassero sudditi britannici. Quindi è che l’ammiraglio Fanshawe mandò l’Intrepid e l’Argus a Marsala. L’Intrepid vi giunse, io credo, agli 11; ma non ebbe tempo a fermarvisi molto prima che giungessero due vapori mercantili colle forze di Garibaldi, che cominciarono tosto a scendere a terra. Mentre ciò succedeva, due bastimenti da guerra napolitani, un vapore ed una fregata, s’avvicinarono a Marsala. Ma questo ufficiale dice che, sebbene questi bastimenti potessero far fuoco sui vascelli e sugli uomini durante lo sbarco, nol fecero.
»Non dice, nulla sapendo della storia, che poi fu messa in giro, che i bastimenti inglesi impedissero i Napolitani da fare fuoco; ma dice che, sebbene questi avessero l’opportunità di far fuoco sui vascelli e sugli uomini, nol fecero.
»Dice inoltre che, dopo che gli uomini furono sbarcati, e che i vapori mercantili ebbero sbarcate tutte le truppe di Garibaldi, l’ufficiale comandante il vapore napoletano venne da lui a richiederlo di mandare un battello inglese a prendere possesso di quei vascelli. L’ufficiale inglese, il capitano Marryatt, ben con ragione vi si rifiutò (Hear, hear). Egli non aveva istruzioni che lo autorizzassero a prendere quei vascelli, ed a partecipare in quella faccenda. Le sue istruzioni erano, come sempre è stata la condotta del Governo inglese, di osservare una perfetta neutralità nel conflitto ora insorto (Hear, hear). Perciò, sebbene questo ufficiale non dia formale diniego (per nulla conoscendone l’esistenza) all’allegazione che i suoi bastimenti all’àncora impedissero il fuoco dei vascelli napoletani, possiamo inferire dalla sua relazione che tale non fu il caso. Sembra che il capitano napoletano lo richiedesse di richiamare da Marsala qualunque dei suoi ufficiali fosse a terra, e che egli immediatamente innalzasse un segnale per tal fine, e che quando i suoi ufficiali furono a bordo, sia stato aperto il fuoco contro Marsala dai bastimenti napoletani. Ciò potrebbesi ravvisare come un atto di cortesia internazionale per parte del capitano napoletano, ma punto non implica che i bastimenti inglesi si opponessero al suo fuoco. Non risulta che l’ufficiale inglese eccedesse in modo alcuno il suo dovere. Egli si ritrova colà nello scopo di proteggere gl’interessi britannici e nulla fece di più.»
[47]. Otto secoli precisi. I Normanni di Ruggiero sbarcarono la prima volta in Sicilia nell’inverno, e la seconda nella primavera del 1060. Nessuno de’ vecchi cronisti siciliani accertò il loro numero: chi li fa trecento, chi quattrocento, chi seicento e più; certo che i quaranta sono pura leggenda.
[48]. Noterelle d’uno dei Mille, edite dopo vent’anni, di Giuseppe Cesare Abba. Bologna, 1880, pag. 60.
[49]. Zini, Storia citata, pag. 605.
[50]. Vedi I Mille pag. 26.
[51]. Vita di Nino Bixio, pag. 175.
[52]. Abba, Noterelle citate.