»Da quanto vi scrivo, dovete presumere quale fu il coraggio dei nostri vecchi Cacciatori delle Alpi e dei pochi Siciliani che ci accompagnavano.
»Il risultato della vittoria poi è stupendo: le popolazioni sono frenetiche. La truppa di Landi, demoralizzata dalla sconfitta, è stata assalita nella ritirata a Partinico e a Montelepre con molto danno, e non so quanti ne torneranno a Palermo, o se ne tornerà qualcuno.
»Io procedo colla Colonna verso la capitale, e con molta speranza, ingrossando ad ogni momento colle squadre insorte, e che a me si riuniscono. Non posso determinarvi il punto ove dovete inviarmi armi e munizioni, ma voi dovete prepararne molte, e presto saprete il punto ove dovrete mandarlo.
»Addio di cuore.
»Alcamo, 17 maggio 1860.
»G. Garibaldi.»
Quattro giorni prima aveva parimente scritto al dottor Bertani:
«Salemi, 13 maggio 1860.
»Caro Bertani,
»Sbarcammo avant’ieri a Marsala felicemente. Le popolazioni ci hanno accolto con entusiasmo, e si riuniscono a noi in folla. Marceremo a piccole giornate sulla capitale, e spero che faremo la valanga. Ho trovato questa gente migliore ancora dell’idea che me ne fecero.