2º Essendosi il generale Lanza nella mattina del 28 posto in comunicazione coll’ammiraglio Mundy allo scopo di ottenere la di lui mediazione, l’Ammiraglio aveva creduto bene avvertire il Comandante della Cittadella delle intavolate trattative, richiedendolo nello stesso tempo di sospendere, durante le stesse, il fuoco delle sue batterie. Ma anche questa richiesta ebbe la sorte della prima; poichè il Comandante del forte mandava a rispondere all’Ammiraglio, che era impossibilitato di compiacere a’ suoi desiderii «as his orders were imperative to continue the bombardment unless the answer which I (cioè l’ammiraglio Mundy) should give was a full acquiescence in the proposals which had been made.» (Vedi op. cit., pag. 134.) E in ogni caso ognuno vede che il Mundy si era diretto non al Comandante in capo dell’esercito napoletano, ma ad un ufficiale subordinato, e non con una formale richiesta o protesta, ma con una specie di preghiera, che doveva restare, come restò, inesaudita.

[71]. Quell’ufficiale si chiamava il capitano Cossovich, comandante della regia fregata Partenope, e corrispondeva col Lanza per mezzo del telegrafo ottico del Castellamare collegato a quello del Palazzo Reale.

[72]. Mundy, op. cit., pag. 124.

[73]. Di codesta trama noi non abbiamo dato che i sommi capi. Chi ne voglia vedere il lungo complicato intrigo, legga i capi XI e XII dell’opera citata del Mundy. Soggiungeremo solo, per maggiore chiarezza, che quando il generale Lanza udì che il Mundy, in luogo della chiesta protezione dell’Inghilterra, gli offriva il salvocondotto di Garibaldi, gli replicò secco e sdegnato che egli aveva chiesto la protezione della bandiera inglese, e mancando questa, egli non aveva più nulla a dire all’Ammiraglio. Allora questi ragionevolmente pensò che ogni carteggio in proposito fosse chiuso; quando, con sua grande maraviglia, nella mattina del 29 si vide arrivare quest’altro dispaccio del Commissario regio: «Riferendomi all’ultima corrispondenza, mando i due Generali a conferire con lei. Il fuoco sarà sospeso da ambe le parti verso sera.» Che cosa significava questo sibillino dispaccio? Il Lanza si riferiva all’ultima corrispondenza! Ma l’ultima corrispondenza aveva precisamente conchiuso, che il Mundy credeva necessario l’intervento di Garibaldi e che il Lanza non poteva accettare questa condizione. Ora come mai poteva riferirvisi? Certo il Commissario regio voleva traccheggiar sopra un equivoco, sperando con questo di strappare all’Ammiraglio britannico una concessione che altrimenti non avrebbe mai fatta. L’Ammiraglio cansò ancora il tranello e replicò per la terza volta al generale Lanza la lettera seguente, che fu l’ultima e che testualmente pubblichiamo:

«Rear-Admiral Mundy to General Lanza

(Translation.)

Hannibal, at Palermo, May 29, 1860, Noon.

»Sir — From your Excellency’s last communication al 7 P. M. yesterday, in which you state it is not necessary to speak to me any more, I concluded the correspondence was finished. But as you again earnestly request my mediation, I consent to receive the two Generals on board, provided general Garibaldi allaws them to pass through his lines. My boat will be at Porta Felice to receive them.

»(Signed) G. Rodney Mundy.»

[74]. Ho ritradotto testualmente la traduzione in inglese dell’ammiraglio Mundy, che varia in alcune parti da quelle che corrono per le storie, ma che credo più genuina, come quella che venne testualmente comunicata in copia dal generale Lanza all’Ammiraglio stesso.