«Al bello e gentil sesso di Palermo.

»Colla coscienza di far bene, io propongo cosa gradita certamente ad anime generose come voi siete, o donne di Palermo!... A voi che io conobbi nell’ora del pericolo!... belle di sdegno e di patriottismo sublime!... disprezzando nel furore della pugna le immani mercenarie soldatesche, ed animando i coraggiosi figli di tutte le terre italiane, stretti al patto di liberazione o di morte!

»Fidente a voi mi presento, vezzose Palermitane!... e per confessarvi un atto mio di debolezza, io vecchio soldato dei Due Mondi, piansi.... commosso nell’anima!... e piansi.... non alla vista delle miserie e del soqquadro a cui fu condannata questa nobile città!... non al cospetto delle macerie del bombardamento e dei mutilati cadaveri; ma alla vista dei lattanti e degli orfani dannati a morir di fame!... Nell’Ospizio degli orfani novanta su cento lattanti periscono mancanti d’alimento! Una balia nutre quattro di quelle creature fatte ad immagine di Dio!... io lascio pensare il resto all’anima vostra gentile, già addolorata dalla nuova desolante.

»Nei molti congedi della mia vita, il più sensibile sarà certamente quello in cui mi dividerò da voi, popolazione carissima!... Io sarò mesto in quel giorno!... ma spero la mia mestizia raddolcita da voi, nobile parte di questo popolo, colla speranza, col convincimento, che le derelitte innocenti creature, cui più la sventura che la colpa ha gettato un marchio d’infamia!... ripulse lungi dal seno della società umana!... dannate ad una vita di vituperio e di miserie.... quelle infelici, dico, restino affidate alla cura preziosa di queste care donne, a cui mi vincola, per la vita, un sentimento irremovibile d’amore e di gratitudine!

»G. Garibaldi.»

[92]. Il Decreto era del 20 giugno.

[93]. Ci atteniamo alle cifre date dal Medici nella sua lettera a Garibaldi, scrittagli da Cagliari il 12 giugno, e che si legge nel Diario Persano (pag. 33), benchè il Resoconto del fondo del Milione di fucili, che abbiamo potuto consultare, presenti, circa al numero delle armi segnatamente, qualche differenza. Ma di ciò poco monta. Importa forse più mettere in sodo che le spese della seconda spedizione, checchè altri ne abbia scritto, furono tutte sostenute dallo stesso fondo del Milione di fucili sopra ricordato, come risulta da questo specchietto cortesemente favoritomi dal mio dilettissimo amico Enrico Guastalla, segretario allora del fondo dei fucili, ordinatore principale della spedizione Medici, in appresso Capo di Stato Maggiore della stessa Divisione: patriotta e soldato valoroso quanto modesto, che l’Italia presente degli arruffoni e dei ciarlieri dimentica, ma che la futura ricorderà.

Seconda spedizione.
Colonnello Giacomo Medici.
Battelli a vapore.
Importo dei tre vapori Washington, Oregon e Franklin con approvvigionamenti e paghe agli equipaggi comperati in Marsiglia, comprese le spese di viaggi, telegrafi, corrispondenze e provvigioni. L. 752,489.55
Oggetti d’armamento.
Nº 4850 fucili francesi.
Nº 200 carabine Enfield.
Nº 200 fucili di Liegi.
Sciabole, revolwers, cartuccie, capsule ed altri accessorii, per 324,596.10
Oggetti di equipaggiamento, per 22,144.27
Oggetti di abbigliamento, per 60,266.64
Totale L. 1,159,496.56

[94]. Vedi lettere sue al conte di Cavour del 10, 18, 25, 28 giugno e 2 luglio 1860.

[95]. Vedi Diario privato politico-militare dell’ammiraglio Persano, parte I, pag. 47. Lettera scritta dal conte di Cavour all’Ammiraglio stesso.