[100]. Alessandro Nunziante, duca di Mignano, figlio del tormentatore delle Calabrie, e stromento egli stesso delle ferocie di Ferdinando II: dopo aver chiesto di capitanare una spedizione contro Garibaldi, vistolo trionfante, tocco dalla grazia, chiedeva all’improvviso licenza dal suo esercito; offertogli il ritiro, lo rifiutava, rinviando con sdegno pomposo le sue decorazioni e indirizzando a’ suoi soldati un addio, nel quale li esortava a militare per la patria, «quasichè (dice bene lo Zini) egli avesse fino allora portato in petto la patria in compagnia degli esuli e dei macerati negli ergastoli.» Poi riparatosi a Torino e ricevuta colà la parola del conte di Cavour, circa la metà d’agosto torna nascosto a Napoli, e vivendo clandestino ora a bordo dell’ammiraglia del Persano, ora in casa d’amici, cospira a ribellare coll’oro del conte di Cavour l’esercito, al quale pur ora apparteneva; specialmente i Cacciatori, che, a sentirlo, si sarebbe tirati dietro al solo presentarsi. Ma nè egli si presentò, nè i Cacciatori si mossero; pure egli potè essere accolto nell’esercito italiano e morirvi generale! (Vedi Diario Persano, parte II, pag. 16, 35, 36, 44, 66, 73, ec.)
[101]. Era un antico legno da guerra borbonico; preso dai Palermitani nel 1848 e battezzato Indipendenza, ripreso dal Borbone e restituito al suo primo nome di Veloce.
[102]. Fra i volontari eran chiamati così dal colore della divisa: tutte di tela bianca quelle del Dunn; con tuniche bigio-scure quelle del Medici.
[103]. Alberto Mario la racconta con verità. Il Rustow scrisse che lo scontro avvenne nella prima carica, ma è un errore. Io udii narrare il fatto da Garibaldi stesso.
[104]. Parole del testo della Convenzione 23 luglio 1860, tra il colonnello Anzani ed il generale Garibaldi.
[105]. In questo, Liborio Romano passava al Ministero dell’interno e il generale Pianell a quello della guerra.
[106]. Persano, Diario cit., pag. 92.
[107]. Anche prima di quel giorno, nell’annunciare allo stesso Ammiraglio la lettera di Vittorio Emanuele a Garibaldi, invitava l’Ammiraglio a non cercare d’influire sulle determinazioni di questi, confessando che per poco esso sia ragionevole bisogna che il Governo del Re cammini con lui; e dicendosi pronto a ritirarsi onde facilitare lo stabilimento di una perfetta concordia tra Garibaldi e il Ministero.
Lettera del conte di Cavour al contrammiraglio Persano, estratta dal Diario di questi, parte I, pag. 89.
[108]. Al Türr ammalato e partito per ragione di cura per il Continente era subentrato nel comando della brigata l’ungherese colonnello Eber.