[109]. Vedi I Mille, cap. XXXII, pag. 151-152. Che Garibaldi abbia ordinato egli stesso la spedizione romana, lo provano le lettere pubblicamente scritte al Bertani ed al Medici prima di partire da Quarto; l’approvazione tacita o espressa a tutti gli apparecchi fatti dal Bertani al medesimo scopo, e stando ad un’affermazione di Maurizio Quadrio, un telegramma che Garibaldi stesso avrebbe diretto dal Faro tra il 10 e l’11 agosto ad uno dei capi della spedizione romana, e che avrebbe suonato precisamente così: «Io scenderò in Calabria il 19 agosto, voi operate ad oltranza negli Stati romani.» Vedi il Libro dei Mille del generale Giuseppe Garibaldi, Commenti di Maurizio Quadrio, pag. 47 e segg. Il Quadrio però non dice d’aver veduto egli il telegramma: afferma solo che fu veduto da Mauro Macchi, e che una copia autenticata da notaio ne fu consegnata per sua garanzia al colonnello Pianciani.
[110]. Vedi Diario Persano, quasi tutta la parte seconda.
[111]. Lettera del conte Leopoldo di Siracusa al re Francesco del 24 agosto 1860, e Indirizzo del Ministero Liborio Romano allo stesso Re del 22 agosto.
[112]. Vedi Bianchi, Storia documentata della Diplomazia europea, vol. VIII, pag. 322-323.
[113]. Vedi il Decreto nel Diario Persano, parte II, pag. 117:
«Napoli, 7 settembre 1860.
»Il Dittatore decreta:
»Tutti i bastimenti da guerra e mercantili appartenenti allo Stato delle Due Sicilie, arsenali e materiali di marina sono aggregati alla squadra del Re d’Italia Vittorio Emanuele, comandata dall’ammiraglio Persano.
»Firmato: G. Garibaldi.»
[114]. L’ammiraglio Persano nel suo Diario citato, parte II, pag. 135, narra: