»Firmato: G. Garibaldi.»
[143]. Frase del Farini a sazietà ripetuta, a sazietà rimproveratagli.
[144]. Questa, secondo la Presse francese, fu la lettera di Garibaldi al Re, portatagli dal marchese Trecchi:
«Sire,
»Congedate Cavour e Farini, datemi il comando d’una brigata delle vostre truppe; datemi Pallavicino Trivulzio per prodittatore, ed io rispondo di tutto.»
Che in fatto di diritto costituzionale tutte le nozioni di Garibaldi si fermassero alla dittatura, questa lettera lo dimostra. Egli aveva del Re la stessa idea che ne ha il popolo. Il Re può fare e disfare i Ministri; i Ministri soli sono i cattivi genii del Re: solo il Re è buono, anzi bonario, come nei melodrammi, ec.
[145]. Tornata della Camera dei Deputati dell’11 ottobre 1860.
[146]. Sentenza dello Zini, Storia citata, vol. I, parte II, pag. 757.
[147]. Si sa che il Mazzini rispose con altra lettera sdegnosa, risolutamente ricusando di partire.
[148]. Ecco la prima parte del decreto del prodittatore Mordini: