«In virtù dell’autorità a lui delegata,
»Considerando che i progressi delle armi italiane ravvicinano sempre più il giorno, nel quale sarà costituito sotto lo scettro costituzionale di Vittorio Emanuele II il Regno d’Italia;
»Considerando essere perciò conveniente che la Sicilia si trovi preparata a pronunziare anch’essa il suo voto per entrare in seno alla grande famiglia italiana;
»Volendo a tale oggetto stabilire le condizioni di tempo e di modo;
»Sulla proposta del Segretario di Stato per l’interno;
»Udito il Consiglio dei Segretari di Stato;
»Decreta e promulga:
»Art. 1º I Collegi elettorali, costituiti ai termini del decreto dittatoriale del 23 giugno 1860, sono convocati per il giorno 21 ottobre corrente ad oggetto di eleggere i respettivi loro deputati nel numero stabilito all’art. 4º del decreto.»
[149]. Gli avversari suoi sostennero che la risposta era stata sfavorevole addirittura. Ma finora il vero si nasconde per difetto di documenti.
Il signor Caranti però, nelle sue Notizie intorno al plebiscito delle Provincie napoletane (pag. 330), non s’arrischia ad affermare che il Dittatore avesse autorizzato il Pallavicino a proporre in Consiglio dei Ministri quel decreto, nè molto meno promesso di approvarlo.