[191]. Son testuali parole della Monarchia Nazionale di Torino, organo del terzo partito, e per i suoi intimi rapporti col Depretis, col Rattazzi e gran parte della Sinistra, in grado d’essere bene informato.
[192]. Vedi Nicomede Bianchi, Il conte di Cavour, pag. 83.
[193]. Nizza probabilmente.
[194]. Alludiamo all’assassinio, di cui doveva essere vittima nel 1860. L’ammiraglio Persano nel suo Diario (parte I, pag. 30 e 40) ne parla distesamente. Certo Valentini, caporale della fanteria di marina borbonica, era partito da Napoli col disegno di uccidere il Generale. Il Persano ne fu avvertito prima dal conte di Cavour, poi dal Villamarina, sicchè corse immediatamente ad informarne il Generale, pregandolo a premunirsi; ma il Generale non se ne volle curare! e solo per compiacere l’Ammiraglio ne fece parola sorridendo ad un suo aiutante di campo.
Il Valentini tra il 15 e il 16 sbarcò a Palermo, ma essendosi accorto d’essere tenuto d’occhio dalla Polizia, si gettò in mare e a nuoto riparò sulla Partenope, una delle fregate della marina napoletana che ancoravano a quei giorni nella rada di Palermo.
[195]. Dal Movimento di Genova, 18 agosto 1861.
[196]. Egli mandò per avere il consiglio del Re e dei Ministri il colonnello Trecchi, il quale ne ricevette quella risposta.
[197]. La lettera si legge nei giornali americani, ed era del seguente tenore:
«Al Console degli Stati Uniti d’America.
»Caprera, 10 settembre 1861.