[221]. Vedi su questo e molti altri particolari Aspromonte, Ricordi storici militari del marchese Ruggero Maurigi, già aiutante del generale Garibaldi. Torino, 1862; fedele ed accuratissimo diario.
[222]. Ci studieremo di colmar noi le principali, con postille cavate dai nostri personali Ricordi e dagli altri documenti che abbiamo fra mano.
[223]. L’interrogativo è di Garibaldi; forse egli non ricordava più i nomi dei due bastimenti, eccoli: Il Generale Abbatucci francese della Compagnia Valéry francese, e il Dispaccio della Florio, italiano.
[224]. Così il manoscritto, ma il senso riesce alquanto oscuro; dubitiamo che lo scrittore abbia omesso qualche parola che l’avrebbe schiarito. Certo voleva dire: se le fregate incrociavano al largo, egli (Garibaldi) sarebbe passato fra gli scogli dove le fregate non potevano inseguirlo; se invece ancoravano vicino agli scogli, egli sarebbe marciato diritto su di esse, passando tanto vicino alle loro batterie da metterle nell’impossibilità di colpire.
[225]. Voleva dire penoso, angoscioso, ec. Ma chi s’occuperebbe a riveder la lingua a Garibaldi!
[226]. Vapore con cui era passato il generale Bixio nel 60 colla sua brigata.
[227]. Qui il Generale tace o dimentica che una Deputazione reggiana, composta dei signori Bolani, Ramirez, Bruno Rossi e Grillo, era venuta a Sannazzaro per avvertirlo la città essere posta in istato di assedio; il presidio, triplicato per soccorsi venuti da Messina, forte di circa quattromila uomini, disposto a sbarrargli il passo; scongiurarlo fervidamente a risparmiare alla città lo spettacolo e il danno d’una guerra cittadina. Garibaldi rispose parole concilianti e pacifiche, e sebben non lo promettesse esplicitamente agli oratori, avea già in cuor suo fermato di lasciare in disparte Reggio e prendere il sentiero dei monti.
[228]. Il torrente San Nicolò.
[229]. Devesi aggiungere che la marcia fu molestata da alcune scariche di moschetteria sparate dalla corazzata regia Terribile, specialmente contro il gruppo in cui marciava Garibaldi. L’avvisaglia poi di retroguardia a cui qui accenna il Generale ebbe luogo la mattina del secondo giorno di marcia, 27 agosto. Ci furono dei feriti e morti da ambe le parti.
[230]. E poteva bastare un giorno solo. La guida, o mal pratica o traditora, aveva fatto fare ai Garibaldini doppio cammino. Da ciò la facilità con cui i Regi poterono presto raggiungerli.