[267]. Restituendo la visita al Tennyson, questi gli chiese e ottenne che il Generale piantasse nel ricco giardino del poeta una Wellingtonia gigantea, maniera di cortesia che gl’Inglesi tengono di grande importanza e per chi la fa e per chi la riceve. Se non che pochi giorni dopo la Wellingtonia fu trovata ignuda di quasi tutte le sue fronde, e cercandosi la cagione del sacrilegio, si seppe che taluni idolatri l’avevano così spogliata per possedere, in alcune di quelle foglie, un ricordo di cosa toccata da Garibaldi. I feticismi non sono soltanto de’ popoli barbari.

[268]. Nello stesso giorno il Generale, togliendosi a tutte le feste, andava a visitare la signora White, sua amica ed ospite fin dal 1854, e madre della signora Jessie White Mario.

[269]. L’ordine della processione era il seguente: — Le bande a capo della processione — La società dei calzolai — Dieci marescialli con bandiere recanti il motto «Ben venuto Garibaldi» — I membri dei Comitati riuniti a piedi — Dieci carrozze di visitatori — La società di temperanza — Cinque marescialli con bandiere col motto «L’Eroe d’Italia» — Le società di commercio con la loro banda — Le minori società amiche (Friendly Societies) — Le carrozze della società dei Foresters — La banda degli Old Fellows — Cinque marescialli con bandiere «Il primo patriotta» — Dieci carrozze — La loggia di Memfi dei Frammassoni — Venti marescialli — Le carrozze della stampa — Venti marescialli — Bandiere «L’uomo del popolo» — La carrozza del signor Plesmal — La carrozza del signor Giorgio Moore (tesoriere) — La carrozza del dottor Massey — Il Comitato esecutivo — La carrozza del signor Chinery — Quella del signor Nicholas — Quella del signor Richardson — Le carrozze della nazionalità ungherese — Quelle della nazionalità polacca e della nazionalità italiana — La banda italiana — La carrozza del generale Garibaldi, col quale sedevano il signor Seely ed il signor Negretti, circondata da un corpo di marescialli delle Corporazioni e da un manipolo della legione Garibaldi — Le carrozze dei figli di Garibaldi, con la signora Seely — I segretari — Il seguito — Il Comitato degli operai, a piedi.

[270]. C’era in un palco l’ammiraglio Mundy, quel medesimo che comandava la squadra inglese in Sicilia nel 1860; non appena il generale lo vide si levò per andarlo a visitare; l’atto cortese, notato dal pubblico, fu salutato da un vivissimo applauso.

[271]. La casa di Lord Palmerston in Londra era a 94 Piccadilly.

[272]. Assistevano al banchetto il russo Ogareff, il tedesco Blind, gl’inglesi Ashurt e Taylor; gl’italiani Aurelio Saffi, Antonio Mordini e Giuseppe Guerzoni.

[273]. Diamo qui interi i brindisi pronunziati dai due celebri patriotti.

Mazzini pronunziò il seguente:

«Mon toast comprendra tout ce que nous aimons et tout ce pour quoi nous combattons:

»A la liberté des peuples!