»Accettate i ringraziamenti del mio cuore per la vostra simpatia e pel vostro affetto. Sarò felice se potrò rivedervi in circostanze migliori e quando potrò godere con tutto agio della ospitalità del vostro nobile paese. Pel momento io sono obbligato di lasciar l’Inghilterra. Ancora una volta, la mia gratitudine sarà sempre viva per voi.

»21 aprile.

»G. Garibaldi.»

[288]. Ecco la lettera:

«Rivolgo le più vive grazie del mio cuore e i sentimenti di gratitudine alla nazione e al governo inglese per l’accoglienza ricevuta su questa libera terra. Il primo scopo della mia venuta era di compiere un dovere per la simpatia dimostrata a me ed alla mia patria. Questo scopo è raggiunto: ma bramavo eziandio di pormi a disposizione di tutti i miei amici inglesi e recarmi in tutti i luoghi ove poteasi dimostrare desiderio di me. Ora non mi è lecito di soddisfare tutti gl’impulsi del mio cuore.

»Se fui causa di qualche turbamento o di qualche disinganno, ne chiedo perdono agli amici, i quali comprenderanno come io non potessi stabilire una linea di demarcazione fra i luoghi da visitare. Accettino perciò i miei ringraziamenti e i miei saluti.

»Tuttavia spero in un tempo non lontano poter fare ritorno, visitare i miei amici nella vita domestica inglese, e mantenere quella promessa che oggi, con mio immenso dolore, non mi è dato poter secondare.

»Garibaldi.»

Giova notare che la lettera era scritta nel più perfetto inglese, e che il Generale non fece che firmarla. La frase «non posso stabilire una linea di demarcazione fra i luoghi da visitare,» già usata dal signor Seely al meeting di London Tavern, la fa sospettare dettata da lui.

[289]. Infatti nè i figli, nè il dottor Basile, nè il segretario Guerzoni erano stati invitati a Clifden Park. Oltre a ciò era stato deciso dai manipolatori della partenza che il Generale s’imbarcherebbe sull’Ondine seguíto dal Basso, e forse dal dottor Basile e dal figlio Ricciotti, e che l’altro figlio Menotti, il segretario Guerzoni e gli altri suoi amici ritornerebbero in Italia per altra strada. Il Generale tuttavia volle rivedere prima a Clifden, poi a Penquite Par, dimora del colonnello Peard, il suo segretario Guerzoni e questi ubbidì come diremo meglio in appresso.