«Caprera, 14 maggio 1866.
»Signor Ministro,
»Accetto con vera gratitudine le disposizioni emanate da S. M. in riguardo ai Corpi volontari, riconoscente alla fiducia in me riposta con l’affidarmene il comando. Voglia essere interprete presso S. M. di questi miei sentimenti nella speranza di poter subito concorrere col glorioso nostro esercito al compimento dei destini nazionali.
»Ringrazio la Signoria sua della cortesia colla quale si è degnata farmene partecipazione.
»Voglia credermi della Signoria sua
»devotissimo
»G. Garibaldi.»
[315]. Questo scriveva in quei giorni ai signori Valzania, Caldesi, Bagnasco, noti repubblicani. Per brevità citeremo solo la lettera a quest’ultimo:
«Caprera, 11 maggio 1866.
»Caro Bagnasco,
»È cosa utile al paese che in ogni modo tutti siamo pronti e concordi. E questione di vita o di morte perla patria, e sta all’Italia tutta il problema.