[339]. Cento morti, dugentocinquanta feriti, millecento prigionieri. Non diecimila però come spacciò il maggiore Haymerle in un opuscolo detto dell’Italicæ res. Le mie cifre son tolte al Rapporto ufficiale austriaco.

[340]. Della sincerità dei Rapporti ufficiali di guerra di tutti i paesi e di tutti gli eserciti fu sempre prudente diffidare; ma pochi meriteranno una minor fede del Rapporto ufficiale austriaco sul combattimento di Bezzecca. Basti dire che esso non accenna nemmeno al tentativo fatto dal Montluisant di sboccare da Bezzecca, e tace poi interamente dell’ultimo contrassalto garibaldino diretto appunto a riconquistare Bezzecca. Siccome però conveniva spiegare come mai dopo esser rimasti padroni di Bezzecca, l’avessero abbandonata, così il generale Kuhn nelle Note al suo Gebirgeskrieg diede la ragione taciuta interamente nel Rapporto ufficiale, che il generale Montluisant ordinò la ritirata per mancanza di munizioni. È strano davvero che una colonna partita espressamente per dar battaglia si trovi, dopo sole quattro ore di fuoco, senza munizioni; ma accettata per buona la ragione (e il Kuhn stesso confessa che i suoi cannoni avevano ancora quarantasette colpi e le riserve erano ancora provviste di cartuccie), domandiamo noi: Come il Montluisant avrebbe potuto sentire il difetto delle munizioni se i Garibaldini non lo avessero attaccato? O è vera l’ultima carica dei Garibaldini, e allora il generale Kuhn deve confessare che, munizioni o no, riuscì vittoriosa; o non l’ammette (cosa impossibile), e allora resta inesplicabile come un corpo che si credeva vincitore alle undici si ritirasse, senza colpo ferire, a mezzogiorno, e cedesse senza contrasto al nemico una posizione di sì capitale importanza, privandosi persino dell’onore, se per altre cagioni era costretto a ritirarsi il giorno dopo, di dormire sul campo.

Del resto valga di risposta a tutti il Rapporto dello stesso generale Garibaldi.

«Combattimento del 21 luglio.

»Ieri ancora la vittoria sorrise alle armi italiane.

»Il vantaggio delle posizioni da lungo tempo studiate, quello immenso delle armi, ed il valore con cui si batterono i nemici, fecero l’esito della giornata alquanto incerto fino ad un’ora pomeridiana.

»Il combattimento ebbe principio all’alba. Il prode generale Haug aveva ordine di operare sulla nostra destra in Val di Ledro, ma la maggior parte della sua brigata era ancora sulle alture per le operazioni dei giorni precedenti. Avevo dato l’ordine al 5º reggimento e a due battaglioni del 9º della 3ª brigata di preparare l’occupazione della Valle di Ledro, finchè la 1ª brigata si riunisse e marciasse a rilevare la 3ª.

»Io non prevedeva un attacco per parte del nemico, nonostante aveva ordinato di spingere solamente sino a Bezzecca e di contentarsi di esplorare al di là. Giunta la nostra testa di colonna a Bezzecca nella sera del 20, all’alba del 21 mandò un battaglione in ricognizione sui monti che a levante dominano la Valle di Conzei.

»Questo si trovò avviluppato da una forza superiore di Austriaci ed obbligato di ripiegarsi in disordine sulla colonna principale. Ciò diè luogo ad un combattimento accanito a Bezzecca e nei paesi alla bocca della Valle di Conzei, ove, dopo caduto eroicamente il colonnello Chiassi, il 5º reggimento fu obbligato di battere in ritirata. Sostenuto però da un battaglione del 6º comandato dal maggiore Tanara, pure gravemente ferito, da un battaglione del 9º, da alcune compagnie del 2º, dai Bersaglieri e dalla valorosissima nostra artiglieria, l’azione si ripigliò, non con vantaggio, ma conservando le posizioni, massime sulla nostra sinistra, sostenuta efficacemente dal 9º. Avendo più tardi il prode maggiore Dogliotti ricevuto una batteria fresca, la collocò sulla nostra destra in vantaggiosa posizione; e gli Austriaci, bersagliati e fulminati con una speditezza sorprendente dalla nostra artiglieria, cominciarono a sgomentarsi. Allora una piccola colonna di attacco composta di prodi di tutti i corpi, comprese le guide, e comandata dal maggiore Canzio, sostenuta dal 9º a sinistra, si precipitò, senza fare un tiro sul nemico, e lo cacciò colle baionette alle reni in disordine da tutte le posizioni che occupava. Da quel momento la ritirata del nemico fu generale, ed i nostri lo inseguirono oltre Bezzecca ed Enguiso entro la Valle di Conzei.

»Un Rapporto più dettagliato verrà compilato in seguito; ora si stanno compilando gli elenchi dei morti e feriti, e quelli dei soldati, sottufficiali ed ufficiali che si distinsero in questo combattimento.