»Cologna, 1º agosto 1866.
»G. Garibaldi.»
[341]. Il colonnello Lecomte nella sua citata opera: Guerre de la Prusse et de l’Italie contre l’Autriche ec., pag. 110, 111.
Anche l’Autore della Guerra in Italia nel 1866, Milano, 1867, che si firma Un vecchio soldato italiano, emette press’a poco lo stesso giudizio a pag. 335.
[342]. Andò ospite di Alberto Mario che abitava allora in Piazza Bellosguardo.
[343]. Il Diritto, annunziandone l’arrivo a Firenze, pubblicava la seguente dichiarazione del Generale:
«Firenze, 22 febbraio.
»Non solamente io aderisco al manifesto dell’opposizione parlamentare con tutta l’anima — ma spero che la gratitudine del paese non mancherà a quel patriottico documento.
»Vostro
»G. Garibaldi.»
[344]. Togliamo questi proclami e discorsi dal Diritto di Firenze e dal Pungolo di Milano (mesi di febbraio e marzo), che ne erano esattamente informati dai loro corrispondenti.