[352]. Ministro degli Affari Esteri in Francia nella sua nota 23 settembre 1867 al signor De la Villestreux in Firenze.
[353]. Vedi più sotto, a pag. 496, la lettera a F. Crispi in data 27 settembre.
[354]. Noti e ricordati da tutti gli articoli della Perseveranza e dell’Opinione, che innanzi alle minaccie della Francia consigliavano il Governo italiano ad un contegno risoluto.
[355]. All’incirca ottocento fucili della Guardia nazionale di Perugia furono dal prefetto Gadda, d’ordine del Rattazzi, consegnati al deputato Crispi, me presente e testimone.
[356]. Vedi nella Nuova Antologia del giugno 1868 un mio esteso racconto del combattimento. Il Menotti, dopo aver combattuto tutto il giorno essendo sempre superiore di forze, credette d’essere circuito e si ritirò su Nerola; il nemico a sua volta, che non si sentiva sicuro a Montelibretti, ripiegò la notte stessa su Valentano, e all’indomani Menotti riprendeva la terra. Vi fece prodezza il maggiore Fazzari rimastovi ferito e per poche ore prigioniero.
[357]. Prima la squadra si compose dell’avviso Esploratore, delle pirocorvette la Gulnara e la Sesia e della pirofregata Principe Umberto, nave capitana. Più tardi vi si aggiunsero il Weasel, il Tukeri, l’Indipendenza, la Confienza ed il Ferruccio. Comandava tutta la crociera il capitano di vascello Isola.
[358]. Al Cucchi telegrafava:
«Conforme avviso vostro e promesse, io sono qui. Vogliate inviare vapore per condurmi continente.»
E al Crispi in data del 2 ottobre:
«Conforme ai vostri consigli, io sono qui e spero che penserete a tener parola facendomi ricondurre presto continente.»