Soldados, la patria

Nos llama á la lid.

[368]. Lo scrittore di questo libro che gli cavalcava al fianco.

[369]. Rapporti dei generali De Failly e Kantzler.

[370]. Bertagni Vincenzo, Boni Egidio, Caillou Gustavo, Capaccioli Natale, Cipriani Ubaldo, Costa Pietro, Franceschi Francesco, Grotta Giovanni, Linau, Bellini, Giuliani Francesco, Paci Silvestro.

[371]. I feriti di quella giornata, tranne i pochi che poterono sfuggire assieme ai capitolati del castello, furono trasportati negli ospedali di Roma, dove il duplice influsso dell’atmosfera pontina e pretina finì coll’ucciderne il trenta per cento.

Il servizio sanitario, diretto dal professore Emilio Cipriani, avrebbe fatto l’invidia di qualsivoglia esercito più ordinato. Quantunque egli non fosse stato investito dell’ufficio se non ai 17 d’ottobre, pure fino dal 26 aveva organizzato tutto il suo servizio, formati i quadri, raccolti e distribuiti i materiali d’ambulanza, istituita da Monte Rotondo una linea non interrotta d’ospedali, capaci di un doppio numero di feriti se la campagna fosse continuata. Ospedali di prima linea furono Monte Rotondo, di seconda Corese e Poggio Mirteto, di terza Spoleto, Fuligno e Perugia. Sotto capo di servizio nominò il bravo dottor Pastore, ed oltre al dottor Agostino Bertani, il chirurgo nato di tutti i campi rivoluzionari, che non aveva alcuno speciale uffizio, ma che fu la provvidenza di centinaia di feriti, un manipolo di distintissimi giovani, Pierozzi, Cristofori, Lauri, l’aiutavano con zelo indefesso. I Comitati, i Comuni, tutti gli ordini de’ cittadini gareggiarono per mantenere provveduta l’ambulanza di tutto quanto occorreva, e non vi fu richiesta, per quanto improvvisa, che non fosse prontamente soddisfatta. Le donne, assidue vestali della pietà, vinsero anche in questa prova gli uomini, e appresero a molti infingardi gridatori da trivio come si ami e si voglia Roma.

[372]. Tanto più che della scrittura di quella protesta fu incaricato lo stesso Autore di questo libro; talchè le parole che usiamo sono ancora le nostre.

[373]. Erano firmati a questa protesta: F. Crispi, deputato; G. Guerzoni, deputato; Alberto Mario, Numa Palazzini, colonnello Bossi Luigi, Carlo Francesco Cucchi, deputato; E. Guastalla, Fabrizi Paolo, Guarneri-Zanetti Giuseppe, Achille Panizza, Raffaello Massimiliano Giovagnoli, romano; Enea Crivelli, Giovanni Costa, romano; Achille Bizzoni, Giulio Adamoli, Domenico Adamoli, Missori Giuseppe, Giupponi Ambrogio, Pisano Giovanni, dottor Carlo Tivaroni, Stanislao Carlevaris, Vincenzo Carlevaris, Niccolò Marcellini, Leopoldo Gisonna, Gualterio Scarlatti, Vincenzo Restivo, Giuseppe Bennici, Domenico Cariolato. — Vedi La Riforma, 6 novembre 1867.

[374]. Unico scritto notevole in quell’anno questa specie di programma ai suoi amici di Spagna, nel quale dopo la rivoluzione repubblicana federale del 1868 raccomandava agli Spagnuoli di nominare un Dittatore per due anni, sua idea fissa e prediletta.