[381]. Vedi Bordone, op. cit., tutto il capitolo V. Tra le altre cose si legge in questo capitolo che il generale Cambriels vedendo, come al solito, nemici dove non erano, mandò ad insaputa di Garibaldi a tagliare i ponti del Doubs che erano, in caso, i soli punti di ritirata e di approvvigionamento dei difensori di Dôle, e fu mestieri di tutta l’energia di Garibaldi per impedirlo.
[382]. Diede egli stesso al figliuolo le istruzioni particolareggiate, modello di arte tattica. Dopo il fatto, pregato e ripregato, fece il grande onore al figliuolo di nominarlo maggiore.
[383]. Anzi il generale Cremer in un suo libro ebbe il coraggio di scrivere che il generale Werder avea tratto Garibaldi in un guet-à-pens! Non si può spingere più oltre l’impudenza! Che i Prussiani anzichè aver teso un tranello siano stati impensatamente assaliti a Pasques e visitati a Dijon lo dice il loro Rapporto ufficiale, parte II, fascicolo XV, pag. 563.
[384]. Sosteneva valorosamente la ritirata la brigata Delpeck a Pasques. Altri piccoli combattimenti di retroguardia avvennero più al sud, ma la battaglia di Lantenay, descritta dal colonnello Corsi nel suo Sommario di Storia militare, parte IV, pag. 299, e la disfatta della brigata Menotti e la ritirata precipitosa su Autun è un sogno. Noi abbiamo qui sott’occhio due libri in diverso modo ufficiali: il Rapporto prussiano più volte citato, parte II, fasc. XV, pag. 564, e il libro del Bordone, L’Armée des Vosges, ec. in tutto il XIV capitolo del vol. II, e nessuno dei due libri parla di ciò.
[385]. Il generale Garibaldi felicitò il generale Cremer con questi telegrammi:
«Mes félicitations au jeune et vaillant général de la République. Votre manœuvre est marquée au coin du génie de la guerre. J’en augure bien pour l’avenir de la République.»
Il Cremer rispose:
«Merci au maître de ses compliments à l’élève. Demain je reprends mes positions sur la ligne du chemin de fer de Nuits à Beaune, prêt à agir de concert avec vous au premier signal.» Ma, come si vede, qui si parla di concerto, mai di ordini. Quando il governo della Repubblica parlò di mettere il Cremer sotto gli ordini di Garibaldi, il Francese offrì le sue dimissioni che non furono accettate.
[386]. I Garibaldini in Francia per J. White Mario. Roma, Tip. G. Polizzi e Comp. 1872, pag. 93.
[387]. Vedi sulla parte avuta da questa brigata a tenere in iscacco Garibaldi, Opérations de l’Armée du Sud pendant les mois de janvier et février 1871 etc., par le comte Hermann de Wartensleben, colonel d’État Major. Paris 1872, pag. 10 e 13.