«Caprera, 8 agosto 1861.
»Ieri sera vennero qui tre cavalleggieri. Avevano avuto sentore che due uomini di male affare erano sbarcati in Caprera. Noi la credemmo un’ubbía. Essi si licenziarono e noi andammo a cena. Stagnati ed io passeggiammo fumando su e giù pel piazzale sino alle undici, e poi andammo a coricarci. Verso le tre udii i cani abbaiare ed escire a starno dal chiuso. Poco dopo mi addormentai.
»Alle cinque era in piedi. E vidi i gendarmi, i quali narravano l’accaduto nella notte. Quando noi andammo a cena, essi si ridussero sugli scogli che prospettano sull’alto il nostro piazzale e vi si adagiarono a distanza determinata. Alle tre udirono rumore di passi, e nelle tenebre videro due uomini passare parallelamente ai loro posti ad un tiro di pistola. Il Maresciallo esclamò: — Chi va là? — Fu risposto con un’archibugiata.
»Allora i tre trassero loro addosso e discostandosi, il Maresciallo replicò: — Fermi in nome del Re. — Una voce gli ingiuriò con un’oscena parola. I gendarmi scaricarono di nuovo il moschetto ed udirono uno dei ribaldi gridare: — Madonna! — Ed ambedue a gambe, a precipizio. Accorsi dov’erano i tristi, trovarono le loro palle confitte sullo scoglio; sopra il granito, tre stampi di una mano insanguinata; per la terra, una breve gora di sangue; e più in giù tracce sanguigne sulla via percorsa: un fazzoletto di cotone macchiato di sangue ed un fiaschetto di corno con polvere dentro.
»I Sardi feriti guaiscono: — Gesù, Maria, Giuseppe! — Dunque i gendarmi argomentarono, quei due non essere banditi dell’Isola, ma assassini venuti di fuori.
»Poichè il Generale ebbe preso il suo bagno a vapore, lo avvertirono dell’accaduto. Ed egli, colla solita indifferenza, disse d’aver veduto dalla sua finestra, ieri, prima di passeggiare con me, due uomini ignoti passar su per gli scogli. Parlò coi gendarmi e cercò di persuaderli del malinteso, onde non allarmassero la popolazione della Maddalena. Poi andò col Carpeneti a visitare una vignetta lontana.
»Ma i cavalleggieri col loro rapporto alle Autorità hanno impensierito il paese. Le esagerazioni si accrescevano sulle bocche del popolo. Le donne urlavano dalle finestre che era stato ucciso il loro Generale. E tutti all’accorrere sul porto e gettarsi nelle barche. Le donne si fermarono alla Moneta. Le Autorità — meno la ecclesiastica — i gendarmi, i bersaglieri marittimi, i doganieri, i cittadini di ogni classe — persino i ragazzi — sbarcarono in armi a Caprera e accorsero sul piazzale. Mi parve lo spianato del palazzo di Caserta, quando noi avevamo l’onore di proteggervi l’unità della patria. Le squadre partirono per la via del monte, per la parte opposta. E tutti avevano nel cuore una sola idea — far salva la più nobile e la più necessaria esistenza all’Italia.
»Due golette governative facevano intanto il giro dell’Isola. Una di esse disse d’aver visto una barca staccarsi a pieno vento dall’isola del Giglio colla prua vòlta a Capo Ferro. Si sono spediti ordini per indagare chi fossero gli individui che ne sbarcassero.
»Nè più. — Vi ho scritto, perchè si sappia il vero di ciò che è avvenuto.
»C. Augusto Vecchi.[195]»