E però noi teniamo l'intima convinzione, che il popolo quando il despotismo organizzato non comprimerà il suo entusiasmo, e non illuderà il suo patriottismo, stabilirà egli stesso i seguenti principj, e noi avremo il dí dopo la soluzione del problema.
«Ogni cittadino francese ha il diritto eterno, [pg!111] incontrastabile di concorrere alla elezione de' suoi magistrati, de' capi della guardia nazionale, e de' mandatari a' quali è commessa la rappresentanza del popolo nel Congresso, che redige le leggi, e vota le imposte.
«Ogni cittadino francese giunto all'età di venticinque anni è soldato, dove un forte motivo non coonesti la sua esecuzione, dove il voto de' suoi concittadini non lo chiami ad altri uffici. I pericoli dello Stato modificano i quadri dell'esercito: alla sorte, e all'elezione è riserbato il compirli.
«Tutti gli uffici civili, scientifici, e militari saranno affidati per concorso, o per elezione. Il giurí dei concorsi è nominato da un giurí primario, e questo è formato dai cittadini competenti. La lista dei giurati definitivi è determinata dalla sorte all'apertura della sessione. Da questo punto incomincia l'inamovibilità degli uffici; tuttavia un giudizio richiesto dalle parti interessate può romperla. L'eredità de' titoli è follia: quella degli uffici usurpazione. I soli rappresentanti del popolo hanno il diritto di nominare il potere esecutivo: la sua missione spira dopo alcuni anni. Il membro, se il potere esecutivo è in mano di molti, o il presidente se è in mano d'un solo, finita la loro missione, ritorna privato, né può essere rieletto che scorsi dieci anni.»
Non piú accumulamento di pensioni e di beneficii: le retribuzioni degli uffici hanno ad essere modiche.
Perché dovrebbesi seppellir vivo sotto le rovine delle Tuilleries, quel cittadino che richiedesse la [pg!112] povera Francia di 14 milioni per mantenere la vita.
Ogni affare contenzioso, civile, militare, politico e scientifico, verrà sottomesso ad un giurí competente, a una specie di giudizio d'arbitri, ed il magistrato, perduto per sempre ogni potere inerente alla sua dignità, non interviene che a dirigere la discussione, e provvedere l'esecuzione della sentenza.
Non piú i giudici in causa propria avranno l'imprudenza di vendicare le ingiurie personali.
La stampa è libera in tutta l'estensione della parola. La legge punisce le sole ingiurie alla morale pubblica, e all'onore de' cittadini innocenti.
La libertà individuale è inviolabile. Non v'è sentenza che possa rapirla, quand'essa non minacci di grave pericolo tutta la società.