Allo Stato le norme per rendere universale, obbligatoria, e uniforme nella direzione generale l'Educazione Nazionale[83], senza l'unità della quale non esiste Nazione: ai Comuni l'applicazione pratica delle norme, la scelta degli uomini da prefiggersi all'istruzione elementare, il maneggio economico delle scuole, la tutela del diritto che ogni individuo ha d'aprire altri istituti d'insegnamento:
Allo Stato, dacchè tutti i cittadini hanno debito di difendere l'indipendenza del paese e proteggerne la missione, l'unità del sistema militare, l'ordinamento della Nazione armata: ai militi d'ogni Comune, trasformati in legione, il diritto di proporre, dal grado inferiore al superiore progressivamente e sotto certe norme nazionalmente prestabilite, le liste per la scelta degli uffiziali:
Allo Stato, dacchè la Giustizia non può essere se non una per tutti i cittadini, l'unità dell'ordinamento giudiziario, i codici, la scelta dei Giudici Supremi e dei magistrati preposti a dirigere l'amministrazione della Giustizia: ai Comuni l'elezione dei giurati locali e dei membri di tribunali di conciliazione e commercio:
Allo Stato la determinazione dell'ammontare del tributo nazionale e il suo riparto sulle varie zone del territorio: ai Comuni, invigilati dallo Stato, i tributi meramente locali, e il modo di soddisfare alla parte di tributo nazionale assegnato[84]:
Allo Stato la formazione d'un Capitale Nazionale composto delle proprietà pubbliche, dei beni del clero, delle miniere, delle vie ferrate, d'alcune grandi imprese industriali, destinato in parte ai bisogni straordinarî della Nazione e all'allievamento del tributo, in parte a un Credito aperto alle associazioni volontarie, manifatturiere e agricole, d'operai; ai Comuni, sotto norme generali uniformi e invigilante il Governo Centrale, l'amministrazione di quel Capitale:
Allo Stato, la Sicurezza Pubblica per ciò che concerne i pericoli interni di tutto il paese, le norme generali per le carceri, la direzione d'alcuni stabilimenti Penitenziarî Centrali: ai Comuni la tutela dell'ordine nella loro sfera, l'ordinamento della forza necessaria a ufficio siffatto, l'amministrazione pratica delle prigioni collocate nella loro circoscrizione:
Allo Stato, la direzione dei lavori pubblici rivolti all'utile e all'onore di tutta la Nazione, al mantenimento e al progresso della tradizione nazionale dell'Arte: ai Comuni le cure intorno all'illuminazione, al selciato, all'acque, ai ponti, alle strade delle loro località:
Allo Stato, quanto riguarda le relazioni esterne, guerre, paci, alleanze, trattati: ai Comuni il diritto d'invigilare a che la politica internazionale non si disvii, nel segreto, dalla missione e dal fine della Nazione.
E via così: Dov'è, con riparto siffatto di doveri e diritti, il pericolo d'anarchia o di tirannide? Dove il vizio d'una Nazione impotente a calcare, per gelosia di località quasi sovrane e slegate, una via di progresso e d'onore, o quello d'un Comune servo, come il francese, astretto a ricevere capi e ufficiali d'ogni sorta dal Governo Centrale e a soggiacere al suo intervento in ogni menoma operazione?