XIX.

E quando sarete pronti—quando il fremito suscitato per magnetismo di comunione tra molti nell'anima vostra v'insegnerà, o giovani, che il lieto momento è venuto, che siete degni di prostrarvi un istante al padre dei liberi e iniziare la bella impresa—ricordate allora, io vi prego in nome dei molti dolori che quella scienza ha costato a me e a molti assai migliori di me, le poche parole ch'io sottosegnai nelle prime pagine di questo scritto: Le nazioni non si rigenerano colla menzogna: senza moralità politica non trionfa una causa di popolo. Ricordate, o miei fratelli, i trecento anni di muto corrotto servaggio che pesarono sulla vostra razza per aver fornicato coi principi o coi falsi leviti. Adorate, il vero: Dio e il Popolo sia l'unica formola che splenda sulle vostre bandiere. Dio e il popolo, taluni bestemmiano, non valgono a far la guerra; valgono battaglioni e cannoni. Meschini e irreligiosi beffardi! Voi li aveste i battaglioni invocati; e perchè servivano non a Dio, ma ad un uomo, perchè trattavano la causa non del popolo, ma d'un re, voi sapete a quali termini condussero la povera Lombardia e la nazione con essa.

Novembre, 1848.


Fine pel primo volume.


NOTE:

[1] Vedi Il Socialismo e la Democrazia, Vol. XIII, op. comp. p. 120.

[2] Quartiere di Livorno.

[3] Vedi Archivio triennale delle cose d'italia—Capolago, Tipografia Elvetica, vol. 2.