Quei che vi dicono: voi dovete avere prima Indipendenza, poi Patria, poi Libertà, o sono stolti o pensano a tradirvi e a non darvi nè Libertà, nè Patria, nè Indipendenza. Però che l'Indipendenza è l'emancipazione dalla tirannide straniera, e la libertà è l'emancipazione dalla tirannide domestica; or, finchè, domestica o straniera, voi avete tirannide, come potete aver Patria? La Patria è la casa dell'Uomo, non dello schiavo.
E quei che vi persuadono, come mezzo d'ottener vittoria sollecita, Dittatura di re e capi d'esercito, o sono stolti, o pensano, fin dal cominciar dell'impresa, a tradirvi. Perchè, come può agevolarsi l'impresa di tutti affidandola a un solo non sottoposto a sindacato d'alcuno? I vostri padri creavano talora, nei sommi pericoli, Dittatori, ma li sceglievano tra cittadini addetti al foro, all'armi o all'aratro; e ponevano dietro ad essi il littore del Popolo colla scure in alto, e presto a colpire s'ei tradiva o abbandonava, prima d'aver vinto, impresa.
La libertà vi viene da Dio; e voi non potete alienarla senza violarne la Legge. Voi siete liberi perchè siete Uomini, e perchè dovete conto alla Patria e a Dio dell'opere vostre. Voi dunque affermerete la vostra Libertà, non, come i falsi profeti vi suggeriscono, in virtù di qualche vecchia pergamena che ne faccia menzione—ciò che una pergamena vi dà un'altra pergamena può torvelo—nè di concessioni di principi, che una lunga storia di tradimenti v'insegna revocarsi sempre il dì dopo, o l'altro,—ma in nome dell'irrevocabile Diritto umano. E vi leverete col grido: colla nostra Libertà per la Patria.
E se, dimenticando la buona vecchia tradizione Italiana e la storia degli ultimi cinquanta anni e le parole che Dio disse a Samuele profeta, volete pur darvi un re, sia almeno quel re il figlio, l'eletto della vostra Libertà e riceva, insieme al Patto che i vostri Delegati liberamente raccolti scriveranno in Roma per la Nazione, la sua corona da voi, e il vostro linguaggio gl'insegni ad ogni ora ch'ei l'ebbe da voi e che potete e vorrete ritoglierla ogniqualvolta ei falserà quel Patto, o a voi piacerà governarvi in modo più affine al Vero e più favorevole ai fati della Patria vostra.
Gli antichi uomini dell'Arragona, quando l'Arragona era libera, dicevano al Re ch'essi eleggevano: noi che, singoli, vi siamo eguali, e uniti possiamo più di voi, vi facciamo re nostro, a patto che voi manteniate i nostri diritti e le nostre libertà. E se no, no.
E voi all'uomo che s'assume d'esservi re dovreste dire: a patto che voi poniate, senza indugio, esercito, tesori, opera e vita a servizio di tutta quanta l'Italia, e rompiate ogni vincolo che non sia col Popolo d'Italia, e domandiate tre volte perdono a Dio e all'Italia d'aver lasciato che si contaminasse la Patria dall'alleanza coll'uomo che versò, in nome della tirannide, il sangue di Roma. E se no, no.
Ma trascinandovi sommessi davanti a lui col turibolo dell'adulazione servile e chiamandolo Grande, Salvatore e Generosissimo, mentre non è secco ancora l'inchiostro che firmò la pace di Villafranca, e benedicendogli mentr'ei vi riceve in dedizione feudale dal tiranno straniero, e illudendovi a tradurre le accoglienze in accettazioni, voi non fate se non disonorare voi stessi e lui, e insegnargli che siete pur sempre schiavi, e incitarlo a tradire il debito suo.
Però che da tempo immemorabile i violatori del Dovere e delle promesse e dei diritti dei Popoli, escirono generati, più che da natura perversa, dalla codarda idolatria e servile adorazione dei popoli che tradivano la propria coscienza e la dignità dell'anima loro immortale.
XIII.
V'hanno detto che l'unico vostro grido deve essere in oggi: fuori lo straniero! viva l'Indipendenza! Ma io vi dico che non otterrete Patria se non quando il vostro grido sarà: fuori la tirannide! viva l'Unità Nazionale! Quel grido di fuori lo straniero non è che un'eco misera del grido fuori il barbaro! che nei secoli addietro ogni papa o principe, a cui stava in animo d'occupare un qualche lembo della vostra terra, mandava, sorridendo celatamente di scherno, ai poveri popoli illusi. E fu trovato di sofisti idolatri, che intesero a sviarvi dal vero sogno e serbarvi, allettandovi dietro a un fantasma d'emancipazione, facile preda a ogni dominazione di principi e cortigiani.