E mentr'io mi stava a quel modo, mi pareva di sentirmi la fronte lambita tratto tratto come da un alito, e l'orecchio lambito da suoni fiochi fiochi, come di voci lontane e che vengono di sotterra; e mi pareva di conoscere quelle voci.
E rizzandomi inquieto e guardando, mi sembrava che la campagna fosse seminata tutta di piccole croci; e accanto a ciascuna di quelle croci sorgeva biancastra una forma d'uomo e taluna di donna. Ed erano volti, alcuni noti, altri no; ma tutti come di fratelli e sorelle dell'anima mia.
E gli uni avevano sulla fronte o sul petto segni sanguigni, rotondi, come di ferita, altri come un nastro di sangue intorno al collo, altri altro segno di morte violenta e súbita, e taluna di quelle forme non aveva segno fuorchè d'un lento angoscioso dolore in ogni lineamento del volto; ed erano le più tristi a vedersi.
E tutte si guardavano mestamente quasi interrogandosi l'una coll'altra. Poi da una di quelle forme mosse un suono di voce che disse: sempre immemori?
Ed altre voci risposero con accento di profondo dolore: sempre!
E un suono di lungo gemito si diffuse per la vasta campagna. Quelle anime, che avevano sorriso sul patibolo e fra le torture, gemevano sull'oblio dei loro fratelli viventi.
Allora si levò una voce e disse: Morimmo per la Verità o per l'Errore? La volontà del nostro Padre ch'è nei cieli ci raccolse qui, perchè da noi esca il segnale della terza Vita della Nazione, quando i fratelli nostri avranno raccolto gl'insegnamenti che noi scrivemmo ad essi col nostro sangue. E i mesi passano, e gli anni passano, e nuove anime di martiri s'aggiungono ogni giorno alle nostre senza che l'ora d'emancipazione sorga per noi.
E un'altra voce disse, mentre il guardo accennava a molte di quelle forme: che manca ad essi? noi cademmo vittime volontarie dello straniero, per insegnar loro che chi vuole redimersi non deve sperare salute fuorchè dalle proprie braccia e dalle armi proprie. Perchè fidano anch'oggi a conciliaboli e decisioni di stranieri le proprie sorti?
E surse una terza voce: noi lasciammo le dolci sponde dell'Adriatico e ci recammo, come il Padre c'inspirava, a morire sulle terre dell'estrema Calabria, per insegnar loro che ogni uomo d'Italia è mallevadore per tutti, e che ogni zona del nostro terreno è zona della Patria comune. Perchè s'accampano oggi ciascuno sul lembo di terra che ha conquistato, e tutti non curanti dei fratelli che soffrono a pochi passi da loro?