«Egli divise la proprietà delle sue miniere di carbon fossile, valutate a 2 250 000 franchi, in 9000 azioni di circa 250 franchi cadauna e costituì una società in accomandita. Serbò 6000 azioni per sè ed offerse agli operaî ed ai clienti delle miniere le altre 3000.
«Trattavasi ora di persuadere gli operaî—cosa del resto che, pel prezzo elevato, non riusciva facile—a far acquisto di queste azioni; però a raggiungere l'intento non si vide mezzo migliore che associare gli operai stessi ai beneficî delle miniere.
«Il fondo sociale venne diviso in due parti: da una parte un capitale fittizio rappresentante il lavoro degli operaî, dall'altra il danaro degli azionisti. I salarî quotidiani, mantenuti al corso ordinario, furono assicurati agli operaî delle miniere quale interesse del primo di questi due capitali; pel secondo, gli azionisti acquistarono diritto a un interesse del 10 per cento. Si considerò poi il superfluo dei beneficî come un utile comune a tutta la società, quindi da ripartirsi proporzionatamente tra tutti i membri cooperatori.
«Se, a cagion d'esempio, il beneficio annuale risulta del 14 per cento del capitale in azioni, compete a questo capitale il 10 per cento a titolo d'interesse e il 2 per cento a titolo di profitto;—il 2 per cento restante poi viene assegnato agli operaî, quale parte dei beneficî, e ripartito in proporzione dei salarî di ciascuno.
«A incoraggiarli sul principio a rendersi possessori di azioni, fu concesso agli operaî azionisti, in questo riparto di beneficî, il 10 per cento sul totale annuo dei loro salarî, mentre che agli altri non toccò se non il 5 per cento. Questo metodo di ripartizione fu modificato solo nel 1867.
«Il dividendo degli operaî azionisti fu eguale al dodici per cento dei loro salarî, e all'otto per cento per gli altri.
«Temendo come sempre, un'insidia, gli operaî titubarono sui primi tempi ad approfittare dei vantaggi loro offerti; ma le loro diffidenze caddero ben presto davanti alla realtà del dividendo.
«Nel 1867 i beneficî netti furono di 510 425 fr., dei quali 200 000 furono messi da parte onde assicurare agli operaî una ripartizione di utili nell'eventualità di cattive annate.
«Nella deposizione da essi fatta davanti la Commissione reale di Londra, dalla quale noi togliamo questi dettagli, i signori Briggs dichiarano che giammai l'antico sistema avrebbe loro dato, nelle medesime circostanze, simili benefizî.
«Ma ciò che è particolarmente da osservarsi si è che grazie a quest'organizzazione essi non ebbero quasi a risentire gli effetti della crisi toccata in seguito a quel ramo d'industria. Tutte le difficoltà procedenti dall'antagonismo tra capitale e lavoro sparirono come per incanto per dar luogo, da quell'epoca, all'accordo più perfetto.