Pel naturalista tedesco Stolberg, «mediocremente larghe sono le vie del Cassaro e Macqueda: e sarebbero belle se gli abitanti delle case fossero eletti. Ogni apertura ha il suo balcone a ringhiere ferrate, le quali danno alle vie un aspetto tutt'altro che bello, specialmente se lavorate con poco gusto. In certe strade larghe ci si sta come in gratelle di ferro»[62].

Ad un connazionale dello Stolberg, non pur le ringhiere, ma anche l'architettura delle chiese, le variopinte decorazioni delle case a colori stridenti sembrano meridionali[63]; e ad un altro, tedesco anch'esso, tutto si presenta diverso dal continente[64]: un insieme singolare e bizzarro, pieno «di vita e di operosità», un paese ove «anche uno sguardo fugace vede il centro del benessere siciliano:... e commercio ed arti»[65].

«L'affabilità ed onestà dei Palermitani, peraltro, rende sommamente gradito ai forestieri questo soggiorno»[66]. Fatidica poi la previsione di Houel: «Palermo diventerà una delle migliori città del mondo; [pg!49] l'Isola della quale essa è Capitale, coltivata come un giardino, potrà essere la più deliziosa abitazione della terra»[67]. E già nel 1814, per Kephalides, Palermo era «un vero paradiso!»[68].

La nostra passeggiata è andata troppo in lungo perchè ci sia consentito di prolungarla dell'altro. Siamo a mezzogiorno, e si pensa a desinare.

Un'onda di forensi, chi a piedi, chi in carrozzelle, chi in portantine, scende dai tribunali del Palazzo del Vicerè spargendosi per tutta la città. Compiuta la via crucis dei loro ammalati, i medici rincasano stanchi delle sofferenze udite e viste. Scolari d'ogni età e d'ogni disciplina, fornite le lezioni antemeridiane, si affrettano verso le loro abitazioni. Le botteghe si chiudono, le strade si spopolano. Un tedesco che le vide disse: «Come diventi il Cassaro, non può meglio esprimersi, che paragonandolo alle nostre vie a mezzanotte».

La siesta dura ordinariamente due, tre ore, nelle quali ognuno schiaccia il sonnellino pomeridiano principiando dalla primavera e finendo all'autunno ed anche più in là; gli ecclesiastici, dal 3 Maggio al 14 Settembre, ricorrenze commemorative della Santa Croce consacrate nel detto: A Cruce ad Crucem.

Poco dopo le vent'ore (4 prima dell'Avemmaria) tutto torna all'ordinario; il movimento si riattiva, si ripopolano le vie; fanciulli e giovani raggiungono le [pg!50] loro scuole e, se di vacanza, le ville delle pie congregazioni alle quali sono ascritti[69].

In estate, si va alla Marina.

Noi la vedremo più innanzi questa Marina deliziosa; qui non vogliamo, con una pallida descrizione, sfruttarne l'entusiasmo.

Vediamo, invece, la città di sera.