Meno le due vie principali, il piano del Palazzo, la via Alloro ed altre di second'ordine, delle quali il Senato prendeva speciale interesse[77], tenendovi fanali che anche oggi sarebbero singolare ornamento[78]; la maggior parte della città rimaneva al buio. Solo qualche rado lumicino e la scialba luce delle lampade innanzi le edicole dei santi rompeva le fitte tenebre delle viuzze [pg!53] e dei cortili quando la città era immersa nel silenzio della notte[79]; e se un improvviso lume guizzava, era fugace come il passaggio d'un signore che, dopo una leziosa conversazione o una disastrosa partita alle carte, frettolosamente rincasasse accompagnato da lacchè con torce a vento o da un fedel servo col lampioncino acceso.

Preceduta da un «cavarretta», che rischiarava strade e viuzze[80], la ronda andava in giro. Ogni persona dubbia che incontrasse, la ronda la fermava, ed il cavarretta con la sua lucerna fissavala di sorpresa. Per poco che un sospetto cadesse su lei, veniva tratta in arresto.

Una canzone, nata e cantata nel Luglio del 1774, ricorda la severa pratica:

Pigghiannu la lanterna

Mittennula a la facci,

Chiddu chi 'un avi 'mpacci,

Già vota e si nni va.

La qualificazione di porta-lanterna anche oggi viene applicata al più spregevole aguzzino, e, per traslato, a chi commette azioni birresche. [pg!54]

La oscurità non poteva non favorire anche il mal costume, fomentato soprattutto dall'eterno bisogno. Dove quella era più fitta, quivi si raccoglievano male femine, delle quali era una vera falange. Nel rione dell'Albergaria esse infestavano luoghi reconditi, attiratevi specialmente dalla vicinanza dei quartieri militari. Il vicolo degli Zingari, presso Porta di Castro, parla ancora. In tutta la città però queste sacerdotesse di Venere si raccoglievano all'ombra delle conniventi pinnati[81], numerosissime anche dopo il provvido repulisti che ne fece, Pretore il Regalmici, la Deputazione delle strade[82], e per vecchio costume riducentisi in que' posti del Cassaro che agevolavano le fermate e ne proteggevan le clientele; onde il titolo di cassariote col quale le vedremo[83].

[pg!55]

[Capitolo III.]

PULIZIA E CONDIZIONI IGIENICHE DELLA CITTÀ; BANDI DI PALERMO!...

Una delle ultime forme, e forse l'ultima, di quella specie di magna charta della pulizia urbana, che nel suo complesso organico apparve nel 1782[84], sul finire del secolo ammoniva gli abitanti di Palermo de' loro doveri «per il mantenimento e limpidezza delle strade di questa città e suo territorio».