Chi s'aspetta? All'armi, all'armi!
Via, curremu, o fidi amici;
Si lu Vespiru si fici
La Cumpeta si farà.
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È la nota dominante in tutti gli scatti contro la Francia ed i Francesi, la eterna minaccia della sonata delle campane e riscossa. Sarebbe da vedere che cosa avessero fatto di eroico gli scamiciati e raccogliticci volontarî, pei quali, e in bocca ai quali risonarono spavalderie di questa fatta. Chi vide quella milizia ricordava con rincrescimento come nella leva contro i Francesi fossero stati, secondo un'ordinanza, accettati ed iscritti «inquisiti per delitti non gravi e non infamanti anche se carcerati», e notava con soddisfazione che a buoni conti con siffatto mezzo erasi «sbarazzata la folla de' ladri, de' malviventi o della gente oziosa, che infestavano la pubblica tranquillità»[193].
L'altro inno è del notissimo D. Raffaele Drago, monaco cassinese, a proposito della Seconda Divisione del Corpo franco de' volontarî siciliani ordinato per cura e spesa di D. Saverio Oneto, Duca di Sperlinga, della famiglia di quel Michele che freddava il suo provocatore Beccadelli nell'anno 1799.
Vinni l'ura di cummattiri;
Già la trumma all'armi invita:
Damu, amici, e sangu e vita
Pri la patria e pri lu Re.
Opponèmucci a stu turbini,
Chi scurrennu va la terra;
Comu chista, nautra guerra
Santa e giusta nò, nun cc'è.
Già s'avanza l'avversariu,
Chi ha seduttu tanti genti
Cu prumissi fraudolenti
D'uguaglianza e libertà.
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E segue con altri trentasei versi che battono sul medesimo tono[194].
Alla testa del suo Corpo franco partiva lo Sperlinga a raggiungere l'esercito reale; ed un caldo augurio di D. Pellegrino Terzo salutavalo in un sonetto italiano. Il principio era questo:
Saverio, all'armi, all'armi, ecco rimbomba
L'italo ciel degli oricalchi al suono;
E l'empio Gallo al buon Fernando il trono
Stolto minaccia, a tal che mugghia e romba[195].
Quali tesori per quella spedizione profondesse il soverchiamente liberale Duca, e con lui per la medesima causa altri nobili palermitani, non sarebbe credibile se non ci fossero documenti, che fanno pensare ad un vero sperpero di gente inconscia[196].